Nuovo disco targato Firewind per il talentuoso chitarrista greco Gus G. che per l’occasione si avvale nuovamente della collaborazione del singer Herbie Langhans.
L’ascolto del disco scorre via piacevolmente, ma senza particolari sussulti, la qualità delle tracce che compongono questo “Stand United” non è tra le migliori della loro discografia.
Tra gli episodi degni di nota possiamo citare “Stand United”, classico brano power con il riff di chitarra che ricorda vagamente quello di “Sea of lies” dei Symphony X o “Come Undone”, traccia scandita da ottime tastiere “futuristiche” con un solo di chitarra davvero strepitoso e che conferma l’indubbio talento di Gus G. con la sei corde.
Buono il pathos in generale di “Fallen Angel”, con la seconda parte del refrain che ricorda vagamente quello di “I surrender” dei Rainbow sia per melodia che per intensità.
Soluzioni alternative al classico power metal vengono sperimentate con “Talking In Your Sleep”, hard rock pseudo-funkeggiante che rimanda al Glenn Hughes di “Feel”.
Purtroppo la voce di Langhans mi risulta ostica da digerire (come già era successo quando aveva preso il posto di David Readman nei Voodoo Circle di Alex Beyrodt), ritengo la sua timbrica più hard rock e poco power metal “oriented”, in più se andiamo a vedere i nomi dei cantanti che l’hanno preceduto nei Firewind, su tutti Chity Somapala e Henning Basse, il confronto a mio modo di vedere non regge.
La sua voce può essere paragonata a quella di Rick Altzi o a quella di Jorn Lande, ma con questi ultimi due di livello superiore, anche perché dotati di maggiore estensione vocale.
Per carità il disco è ottimamente prodotto e suonato in maniera impeccabile, ma la voce influenza parecchio il giudizio e non riesce a far decollare le composizioni (già di suo non particolarmente originali) come dovrebbe.
Disco senza infamia e senza lode, anche se a mio modo di vedere i Firewind il meglio l’hanno già dato.
Voto: 6,5/10
Stefano Gazzola















