Album definito concept dalla band, che ha tratto ispirazione da Gustav Meyrink e dal suo “Il Dominicano Bianco”, anche se probabilmente è “Der Golem” il libro più conosciuto della trilogia. I testi, anche se in italiano, sono piuttosto impegnativi a livello di significato, visto il dipanarsi molto onirico e esoterico degli stessi.
” il Libro Color Cinabro” introduzione piuttosto sinfonica per questa band che di recente, 2022, ha realizzato uno split – cd con Delirio and the Phantoms e Mortiis, per lasciare spazio a “La Bianca Strada” ipnotico brano dove una linea chitarrista di grande livello e un cantato in italiano che è un po’ immerso nella musica a livello di produzione ma che è molto efficace. L’assolo è lungo, bellissimo si intreccia con un organo secondo uno schema tipico dei brani fusion, per una performance davvero eccellente.
Ci sono pezzi più riflessivi, come “Ofelia” dove la musica, comunque notevole, passa in secondo piano rispetto alle parole, che raccontano dell’amata scomparsa e della voglia di raggiungerla in una dimensione ultraterrena. Come tutti i prodotti di qualità, con gli ascolti emergono nuovi elementi da apprezzare e “Il Dominicano Bianco” è certamente di questa categoria.
Suoni molto intensi, con organi, tastiere e chitarre suonate alla grande, la voce forse non troppo estesa ma certamente appropriata, testi in italiano dal forte riferimento poetico e anche mistico, per certi aspetti. Gli assoli di chitarra sono vicini allo shred in certi frangenti e questo certamente contamina una struttura musicale che guarda al passato, pur essendo attualissima. Ai puristi del genere potrà forse sembrare eccessivo ma per chi, come il sottoscritto, ama decisamente questi fraseggi della sei corde, si tratta di un valore aggiunto.
E’ giusto nominare uno per uno i protagonisti di questo capolavoro : Diego Banchero al basso, Davide Bruzzi chitarre e tastiere, Roberto Lucanato chitarre, Riccardo Morello voce, Beppi Menozzi tastiere e Fernando Cherchi alla batteria.
“La Testa di Medusa” è un brano strumentale trainato dall’organo , che rende molto spettrale l’atmosfera, mentre l’altro strumentale “Il Dissolvimento del Corpo con la Spada” è molto più composito e di grande classe e il terzo brano senza cantato, oltre all’intro, ovvero “Solitudine” è più breve, restando ampiamente sotto i 3 minuti, ma non per questo meno interessante o suggestiva.
“Missa Nigra 2023” è un altro brano stellare che rende l’intero long playing uno dei dischi più brillanti dell’anno appena trascorso. Un’altra medaglia per la Black Widow Records e allora ci viene da pensare cosa sarebbe del rock e metal italiano se altre realtà analoghe facessero lo stesso su tutto il territorio, visto che non possiamo credere che Genova e la Liguria, pur musicalmente fertile, possa esprimere tante band così brillanti e innovative, come sta accadendo ora grazie a loro. In ogni caso godiamoci le raffinate note de “Il Dominicano Bianco” e riflettiamo sui suoi messaggi, che farebbero bene a tanti sanremesi, alcuni dei quali sono a sorpresa annidati anche nel nostro roster…….
Voto: 8/10
Massimiliano Paluzzi















