Faccio partire l’album dei Cultura tres e mi sento catapultato al tempo di “Chaos AD” dei Sepultura.
Potrei finire qui la recensione, nel senso che è in tutto e per tutto un album di quel periodo e con quelle influenze che poi al basso ci sia Paulo Jr. (si proprio quel Paulo Jr. dei Sepultura) è un caso.(sono sarcastico a metà)
Peccato che ora non siamo più nel 1995, purtroppo aggiungerei, e quindi passata la parte “amarcord” non abbiamo molto in più:
la struttura degli assoli e dei riff;
i ritmi di batteria;
il tipo di voce;
le scelte di banco mixer…
Tutto porta al suono dei Sepultura dei vecchi tempi, senza molte possibilità di altre letture ma va ammesso con una spruzzatina di stooner che vi chiarirò poco sotto.
Altra questione: i Cultura Tres nascono come band stoner/sludge, con già tre album all’attivo; nei vecchi lavori si sentiva qua e la delle tracce di thrash; ora propongono un suono principalmente thrash death vecchia scuola con delle reminiscenze in alcuni assoli in chiave stooner ed alcuni passaggi vagamente, molto vagamente, sludge.
In mezzo a tutte queste questioni e a questi indizi il dubbio resta:” Hanno cambiato di loro spontanea scelta e Paulo Jr. li ha aiutati grazie alle reminiscenze del passato nel loro composto, oppure per accaparrarsi Paul Jr. loro hanno sterzato il quella direzione?”. Il dubbio resta, ripeto, e tutto sommato non cambia ciò che la band propone ora.
Abbiamo dieci pezzi di un thrash death granitico, vecchia scuola e rodato al punto giusto da fare la felicità di più di un appassionato del quartetto brasiliano e del thrash anni ’90.
“The land”, “Time is up”, “Zombies”, The world and it’s lies” e “The smell of death” sono le tracce che mi sono piaciute particolarmente; come ho detto effetto “amarcord” molto pervasivo in questo lavoro. Per il resto, come sempre ascoltate l’album e decidete le vostre preferite.
Ho solo un piccolo dubbio in tutto questo, alla lunga è possibile che questo album non rimarrà in mente per molto.
“Ma se non sei un vecchio metalhead lo apprezzi o no?” potrebbe essere la domanda principe e per essere totalmente ed inequivocabilmente sincero, direi che non hai bisogno di essere un vecchio metalhead per apprezzare “Camino de brujos”; ma dubito fortemente che possa rimanere parecchio nella vostra playlist e non basta avere il bassista dei Sepultura nell’album per decidere di averne una copia.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















