Poche volte un disco riesce a spiazzarmi. E questo Imajca, dell’artista campano Antonio Giorgio, c’è riuscito!!! Chiaramente nell’accezione positiva del termine dato che, a valle di svariati ascolti, sento ancora la necessità di far partire il tasto play del cd per scoprire qualche nuovo particolare e per mutare le mie impressioni su un determinato pezzo… E’ vero, ce ne occupiamo in ritardo rispetto alla data di uscita, ma sarebbe davvero un delitto non parlarne date le sue particolarità che lo rendono un lavoro di caratura superiore alla media. A sei anni dal precedente lavoro, Golden Metal, Antonio Giorgio torna con un’opera ricca, complessa, articolata, che occupa tutto lo spazio disponibile su cd (più di 73 minuti) e che, al contrario di molte releases di questo stampo che nel tempo hanno preso una tangente tutta loro risultando abbastanza stucchevoli, riscopre tutto quel buon sound che a noi è sempre piaciuto. Insomma, Imajca prende le mosse (attenzione non copia…) dal metal teatrale epico dei Virgin Steele e drammatico dei Savatage, lo mischia con partiture metal progressive a la Dream Theater e Kamelot, con aperture ariose come quelle che ogni tanto si sentono nelle composizioni più lunghe di un certo King Diamond o cupissime come quelle dei Candlemass e con parti cantate sopra armonie malmsteeniane. Per quanto appena detto, potete quindi immaginare lo stupore ma anche il piacevole divertissement nell’individuare, di volta in volta, questi particolari. L’opera è divisa in tre atti e già il brano di apertura, Wisdom Of Imagination, dura ben dodici minuti!!! Come definirlo, se non un vero e proprio tour de force compositivo dove atmosfere, umori, tempi e sonorità si alternano mettendo in mostra tutto il talento di Antonio, che ha concepito l’opera partendo dal supporto strumentale del fido chitarrista Luca Gagnoni, che lo accompagna dalla precedente line up, con la collaborazione di ben quindici musicisti, tra cui i noti Diego Banchero (Segno Del Comando) e Steve Vawamas (Mastercastle, Athlantis, Shadows Of Steel) al basso, Gabriels alle tastiere, Claudia Beltrame dei Degrees Of Truth in un duetto vocale nella suadente In Your Eyes (Emerald Light), Mark Vanderbilt (primo vocalist dei Kamelot) su I Will Remember (cover dei Queensryche), Ian Parry su Until Kingdom Come (presente come digital bonus cui viene fornito il link per scaricarla). Il concept riguarda il connubio tra arte e magia ed è dettagliatamente spiegato nel ricchissimo libretto, corredato inoltre dei testi e delle foto di tutti i musicisti, rinchiuso in una splendida confezione digipack, che si distingue per un artwork magnifico e molto simbolico. Aggiungiamo che l’album è pubblicato da Andromeda Relix, etichetta che sappiamo essere molto oculata nella scelta delle sue pubblicazioni, un marchio di garanzia.
Voto: 8/10
Salvatore Mazzarella
















