“Cerca dentro di te il luogo dove c’è la gioia e la gioia eliminerà il dolore”. Joseph Campbell
In uscita il 21 luglio per l’etichetta Kscope (sempre attenta a pubblicare musica di altissima qualità), arriva il nuovo stupendo lavoro del pianista Russo Gleb Kolyadin.
L’eccellente pianista arriva in questa torrida estate con il suo terzo album solista, dopo averci deliziato negli ultimi anni anche con il progetto Iamthemorning – eccellente formazione di musicisti russi, tra cui il chitarrista Vlad Avy che compare anche come guest musician in questo The Outland.
Oltre al chitarrista già citato sono presenti due titani del prog mondiale: Gavin Harrison alla batteria e Toni Levin al contrabasso (upright bass).
Con una formazione del genere non ci sono grossi dubbi sul livello artistico e tecnico dell’album.
Siamo a livelli di eccellenza assoluta. E mi fermo qui sull’analisi puramente tecnica in quanto stiamo parlando di professionisti, sanno benissimo fare il loro lavoro e non ci sono sbavature.
Sanno quante e quali note fare.
Outland si compone di 6 brani dove Kolyadin attraversa agilmente e in modo straordinario lidi musicali che vanno dalla Fusion al Prog anni 70 fino ad arrivare alla Classica. Quello che porta l’ascoltatore a immergersi completamente della musica di Gleb è l’assoluto spessore artistico delle idee. Fresche, dinamiche, un flusso sonoro che disegna panorami sonori stupendi.
Il disco è stato scritto nel periodo del Covid-19, della pandemia, dove mezzo mondo era chiuso in casa. E in questa sorta di “solitudine” Kolyadin si è chiuso nel suo mondo artistico-mentale e ha creato questi 6 pezzi dove ogni brano racconta un viaggio, i colori degli stili che Gleb unisce come un abile alchimista creano spazi sonori stratificati che portano l’ascoltatore a viaggiare con lui e con i suoi pensieri. Tutte e sei le tracce sono segnalabili, dalla caleidoscopica Voyager, alla delicata e meravigliosa Ascension, al piccolo gioiello di Prog Rock di Apparatus, alla conclusiva e grandiosa (anche nel titolo) Hermitage.
La produzione è cristallina e perfetta, i suoni sono bilanciati e ogni strumento emerge con la freschezza sonora necessaria per rendere l’ascolto attendo e mai pensante o estenuante.
Il nuovo album di Gleb Kolyadin è una perla nel panorama musicale odierno, un mix di tecnica e gusto che colpiscono e centrano il bersaglio. Un album assolutamente da non perdere, la Musica, quella con la M maiuscola, ha assolutamente bisogno di artisti e album come questi.
“Non esistono formule per il successo, a parte forse un’accettazione incondizionata della vita e di quello che ci porta”. Arthur Rubinstein
Voto: 8,5/10
John Sanchez















