I Gurd sono tra i principali esponenti del filone thrash/groove metal elvetico, si rifanno vedere dopo ben 8 anni di silenzio. Il loro nuovo lavoro “Hallucinations” uscito lo scorso anno porta con se un livello di manate in faccia rossocrociate di alto livello.
In “Hallucinations” il filo conduttore che collega le tracce è proprio l’allucinazione e l’alterazione della percezione in ogni sua forma; in ogni capitolo troviamo questa costante vista in modo differente e ovviamente su situazioni differenti.
Strutture ben rodate e conosciute, che si avvalgono comunque di un paio di rimandi al hardcore costa est e se vogliamo, alcune citazioni al punk(cercatele sono ben udibili) in una canzone nello specifico.
Chitarre corpose e ben suonate, batteria a rullo compressione, con una punta un pochino troppo presente sul rullante; voce bella rabbiosa e con dei cori molto HC; basso a tratti poco udibile, ma non assente.
Mix e master ottimi e ben strutturati, lavoro di fino che porta a dimostrazione che l’esperienza “fa grado” anche in fase di post produzione.
Songwriting interessante, come ho accennato sopra, si parte con delle bordate thrash quasi hardcore a cui si affiancano delle dinamiche più vicine allo stile Pantera dei tempi d’oro e passa a delle canzoni in puro stile thrash anni 80 ma con un appeal sonoro odierno.
“Merry go around”, “Devil’s bread”, “FEAR”, “Ghost of black holes”, “Out of hand” e “Taste for more” sono le canzoni che mi hanno fatto scapocciare senza sconti. Ascoltate quest’album e trovate le vostre canzoni preferite.
Album compatto, corposo seppur di durata media, ben suonato e ben strutturato. Darà la soddisfazione a più di un appassionato del thrash e del groove metal.
Vale la pena ascoltarlo e metterlo nella propria collezione; unica pecca se vogliamo, che non è nuovissimo come approccio alla composizione e quindi chi è alla ricerca di materiale nuovo potrebbe non trovare l’innovazione.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















