Questo disco è la riprova che a creare quella che viene definita una scena non sono tanto i contesti sociali e umani, quanto, in tanti casi, la presenza di una casa discografica che permette a tanti talenti di emergere.
E’ il caso di Genova. A meno che ci sia davvero la presenza di particolari anime devastate e simili, a determinare una concentrazione così elevata di gruppi prog, dark, doom e via dicendo è certamente il grande lavoro della Black Widow Records. Non è l’unico caso in Italia, ce ne sono molti altri, ma questo credo sia veramente paradigmatico.
Il metal italiano, nelle sue varie forme, è vivo e vitale e ci sono musicisti ispirati e capaci, ma per esprimersi hanno bisogno di canali adeguati come quello della etichetta genovese.
Gli Expiatoria ne sono un ulteriore esempio : in attività addirittura dal 1987, hanno dovuto attendere fino a oggi per il loro debutto, “Shadows”. Per farlo si sono avvalsi di tante guest stars tricolori : Diego Banchero (fondatore e bassista dei compagni di etichetta, la dark prog band Il Segno del Comando) in “Asylum of the Damned”, Edmondo Romano (strumenti a fiato per innumerevoli progetti e band) in “Asylum of the Damned”, Raffaella Càngero (voce del gruppo heavy-prog-folk La Janara) in “Ombra – Tenebra Part 2”, e Freddy Delirio (tastiere nei cult horror metallers italiani Death SS) in “Seven Chairs and a Portrait”, che hanno affiancato la band, della quale il frontman e compositore è David Krieg, voce, Massimo Malachina ed Edoardo Napoli alle chitarre, GB Malachina al basso, Flux alle tastiere e Enrico Meloni alla batteria.
Il genere proposto dagli Expiatoria è un dark-doom metal dalle forti venature prog e necessita diversi ascolti per essere apprezzato e gustato come merita. Le composizioni sono comunque nuove e non arrivano dal passato, anche se, ovviamente i loro trent’anni di musica e di assimilazione di musica si sentono tutti.
La voce di Krieg è molto buona, a parte quando estremizza il falsetto, come nella iniziale “When darkness falls”, un hard-horror che fatica un po’ a interpretare, ma per il resto, come nel cantato emo-gothic di “The Wrong side of love” e l’autobiografica “Krieg, my last song” si muove a ottimi livelli.
I brani sono molto validi, supportati ora dalle notevoli tastiere del genio Freddy Delirio in “Seven Chairs and a portrait” o dai fiati Edmondo Romano nell’intermezzo molto suggestivo di “The asylum of the damned”. Molto interessante il brano più vicino al prog rock italiano di spessore :” Ombra Tenebra 2”, 9 minuti e 33 secondi di sofferenza e dolore in musica, con un arpeggio centrale da brividi.
Insomma, un buon disco e anche le partecipazioni esterne arricchiscono una proposta musicale che è molto valida e che non può che migliorare in futuro.
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi















