Ritorna l’epopea dei THEM, Prog/Power Metal band “drammatica” dalla line-up internazionale, con un quarto album che appare come il seguito dei primi tre, nella eterna lotta tra bene e male che abbraccia i secoli dell’umanità. La nuova storia, raccontata con enfasi strumentale e recitativa (il teatrale singer KK Fossor è al suo massimo splendore), vede “shiftare” le nostre vicende nella violenta New York degli anni ’80 del XX secolo, la “città della paura” del titolo, laddove i discendenti dei personaggi del passato si ritrovano a combattere la loro eterna lotta in un ambiente pieno zeppo di criminalità, prostituzione e malavita di vario genere (scenario realistico, ispirato alla vera New York di quegli anni). I nostri, ve lo dico subito, hanno lavorato duro, anche sotto la pandemia. E il risultato si apprezza lungo tutti i variegati 47 minuti di quest’album. Ne sono un ottimo compendio le atmosfere goticheggianti, che si respirano ad esempio nella doomeggiante “In The 11th Hour” dove quello messo in scena pare addirittura un esorcismo. Altrove troviamo persino dei ritmi incalzanti del metal più estremo (“The Deconsecrated House Of Sin”, “Death On The Downtown Metro”) o un impianto teatrale di grande enfasi narrativa come in “The Crossing Of Hellgate Bridge”… tutto inframmezzato da intermezzi “radiofonici” al servizio della narrazione. Il disco è tra i più pesanti che i nostri abbiano mai partorito, e allo stesso tempo uno dei più teatrali e compositivamente elaborati. La storia è complessa, ricca di sfaccettature e soprattutto pare terminare con un bel “…to be continued”. Dove ci porterà nel tempo l’epopea dei THEM? Nessuno lo sa ancora, per ora ci godiamo un album qualitativamente molto al di sopra della media dei dischi Power stereotipati che escono oggidì, poichè ha il pregio di voler davvero raccontare qualcosa di interessante ed originale (e solo [R.J.] Dio lo sa quanto sia difficile una cosa del genere al momento attuale). Bravi Them!
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















