Lo scorso anno per i trenta di carriera, se di fatto i 30 anni loro li hanno fatti nel 2021, i Crematory escono con un nuovo lavoro e e parafrasando Guzzanti nello spettacolo “Aniene 2”: “qui ti ho lasciato un anno fa e qui te ritrovo… Che te hanno messo ‘e ganasce?”
Chiaro che trent’anni non li cancelli e neppure i vari cambi di lineup possono tutto sommato cambiare la metodologia di composizione; resta il problema legato al fatto che se mi riproponi una serie di vecchi brani, famosi e importanti per altro, e “cambiando” giusto il testo portandolo da inglese a tedesco non è che hai fatto chi sa quale rivoluzione e chi sa quale innovazione.
Certo brani come “Tears of time” fatta in tedesco, “Tränen der Zeit” ora, ha un certo appeal; ma la sostanza è quella e l’arrangiamento ha solo reso più preponderante le tastiere e reso più “squillante” le chitarre.
Le auto citazioni ad altri brani del passato mi lasciano perplesso.
Possibile che dopo trent’anni di onorata carriera, con alti e bassi, si debba finire con fare un lavoro che oltre a “riarrangiare” o “tradurre” il testo di vecchi singoli si debba citare se stessi?!
Certo la produzione è altissima, pompata e curata, ci mancherebbe pure del materiale raffazzonato, ma manca la sostanza. Se cominciamo a cavare le auto citazioni, caviamo le versioni in tedesco dei vecchi brani… resta poco. Forse era meglio per la band fare un EP con pochi pezzi e risultare complessivamente più credibili ed onesti rispetto a questa mossa tra il nostalgico e il “abbiamo da dare del materiale alla casa discografica se no siamo in penale”.
Mi dispiace un sacco, perché sono sempre stato legato ai Crematori dal 1994 quando li scoprii in un negozio di dischi storico di Milano.
Non è tutto da buttare, sia chiaro ribadisco che se avessero tenuto i brani in tedesco, esclusa tears of time o aggiungendola come bonus track, ed un paio di quelle in inglese avrebbero fatto meglio.
Palesemente se avessero fatto una tracklist di questo tipo:
“Trümmerwelten”, “The sound of my life”, “Zur Hölle”, “Das Ende”, “Forsaken” e bonus track “Tränen der Zeit(Tears of time german edition)” avrebbero fatto un lavoro veramente ottimo, ma così non è stato. Peccato.
Purtroppo è una grossa occasione persa per la band teutonica. Di sicuro non posso dare un’insufficienza, perché oggettivamente il post prodotto è fatto bene, dispiace solo che di inventiva non ce ne sia molta e i brani top siano meno di quelli per “allungare il brodo”. Quindi siamo sopra il sei politico, ma di poco ed è veramente un peccato.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















