Gli Zeal & Ardor sono un gruppo di musica avant garde elvetio, fondato circa 9 anni fa da Manuel Gagnex che è il cantante e il deus ex machina.
Andrebbe segnalato, per correttezza intellettuale, che in studio “i” diventa “il”, dato che solo da live ci sono degli strumentisti che però però “mancano” in fase compositiva e di registrazione.
Con questo quinto lavoro(tre album e due EP, più una serie enorme di singoli ed un live per essere precisi), omonimo, decide di dare non sono nuova linfa al suo progetto; ma anche fare una “variazione sul tema”. Per capire meglio segnalo che Manuel creò gli Z&A per miscelare il gospel ed il soul con il black metal.
Le attuali scelte sonore, di miscelazione e di post produzione risultano parecchio particolari e indirizzate verso scelta particolarmente sperimentali e per le infezioni anche industrial e non solo quelle della genesi della band.
Quindi abbiamo delle dinamiche più simili al black/industrial che non a quello che era il primissimi vagiti della band di gospel e black.
Elettronica ed affini che sono in primissimo piano, a cui si affiancano ovviamente chitarre, basso e batterie. Sia chiaro che le parti “pop” e “soul” ci sono ancora, ma sono più riscontrabili in certe ricerche sonore e vocali e in minima parte per quello che riguarda le composizioni vere e proprie; anche se non si può negarne la presenza in alcuni punti specifici delle composizioni.
Questo “Zeal & Ardor” non è semplice da ascoltare per chi non ha mente aperta e pronta a sconvolgimenti; senza dimenticare che se si è avuto a che fare in passato con la band si sa già cosa ci si può aspettare: composizioni articolate, vocalizzi inconsueti e scelte di stile vicina a musica sperimentale e dell’arte concettuale.
Non è semplice fare una disamina strumento per strumento; ma di base possiamo dire senza alcun difetto che sia le parti di strumenti “analogici” che quelli “elettronici” vengono gestite in modo ottimale e senza sbavature di sorta. E persino delle dissonanze inconsuete trovano una dinamica molto azzeccata ed una loro dimensione.
Dei quattordici brani direi che questa volta ammetto di dover scegliere i sei singoli come brani preferiti; quindi aggiungendo ai cinque singoli proposti dalla band nel 2021 prima dell’uscita, uno uscito nel 2022 ed una mia traccia preferita ovvero:”Run”, “Golden Liar”, “Erase”, “Bow”, “Church burns” e “Götterdämmerung” , a cui aggiungerei “Emerson”. Questo è un lavoro che va assimilato per poterlo comprendere; seppur risulta piuttosto diretto non è sempre immediato. Consiglio più di un ascolto.
Le scelte ardite hanno dato frutto, l’album risulta oltre ogni altro dubbio una vera sperimentazione ed una vera ricerca avanguardistica sonora. Per chi invece credeva che fosse tutta una mossa da furbetto di quartiere… ora ha di che ricredersi.
Voto: 8.5/10
Alessandro Schümperlin















