Quinto lavoro per i Di’aul (forma dialettale per dire “diavolo”) dal titolo “Abracamacabra”, uscito inizialmente in digitale e a metà aprile in cd fisico, con una dicitura interessante da parte della band: “ogni parola e ogni suono sono stati soppesati affinché questa nuova creatura potesse trasmettere a qualunque ascoltatore la forza emotiva di ogni storia raccontata“.
A conti fatti quello che trasmettono è un sacco di polvere desertica e riff ipnotici. il loro doom è intriso sia di rimandi tipici dei pezzi più rallentati dei Sabbath, tanto quanto di malia alla Down e Crowbar. A tutto questo aggiungiamoci un pizzico di esoterismo che non guasta mai.
Interessante la scelta di campo di effettuare in presa diretta le registrazioni di questo lavoro, cosa che non è nuova in ambito sludge, doom e stoner ma non è neppure così consueta con un livello qualitativo come questo.
Le batterie cadenzate, ritualistiche e corpose hanno un appeal parecchio importante per tutto il platter. Inutile dire che la scelta della presa diretta in questo caso è gestita dal, e sul, banco mixer in modo egregio.
Basso e chitarre sono sature e polverose il quanto che basta per rendere il tutto coeso e miscelato in modo eccellente. Distorte entrambe le strumentazioni a corde, ma non vi è un problema nella percezione. Anche in questo caso non è così consueta con questa risultanza.
Voce roca e, quasi, pulita a seconda del bisogno della traccia; il che articola e migliora il risultato finale; un certo rimando a Lee Dorian lo si percepisce in più punti, ma con una personalizzazione della cosa.
“De profundis”, “La notte di valpurga”, la opener “Thou crawl” e menzione speciale per la titletrack “Abracamacabra” sono la dimostrazione in note di quello che ci siamo detti. Come sempre ascoltate l’album e decidete le vostre tracce preferite.
Con “Abracamacabra” i Di’Aul hanno dato dimostrazione di avere capacità e idee interessanti. Vale la pena ascoltare più di una volta il combo di Pavia e dare opportunità a chi sa fare bene musica così particolare.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin















