Deathhammer a differenza della presentazione del logo e delle immagini di copertine non siamo di fronte ad un nuovo lavoro di black scandinavo ma di thrash vecchia scuola e parecchio pestato. Come spesso accade dalla Norvegia se non è black è thrash vecchio stile.
Diciamo che loro come souno sono l’olimpo per il thrash anni ’80 scandinavo.
Sinceramente se volevate qualcosa di nuovo e non sapete di aver preso del materiale datato, “Shame on you”. Perché la band non arriva a noi ora con questo “Electric warfare” come prima prova, ma bensì è il quinto capitolo della loro carriera; quindi non siete scusati.
Rispetto al passato cosa cambia? Nulla! La produzione ruvida, rustica, datata e prevedibile se vogliamo; chitarre distorte e “mediose” che arrivano davanti a tutto, seguono batteria vecchio stile a cui hanno ridotto, per fortuna, parte delle code. Voce principalmente rozza e con mezzo growl a cui si affiancano acuti e urla tipiche di un certo stile anni ottanta, ancora, ed ovviamente basso non pervenuto o quasi. Arrangiamenti e post prodizione praticamente inesistente ed comunque quel poco che c’è è ridotto all’osso.
Sinceramente è stato questo ascolto una simpatica “rimpatriata”, chiamiamola cosi. Ascoltare questo lavoro è stato come ascoltare i primissimi album metal ad inizio degli anni 80 e 90 di certo mainstrem e di diverse produzioni di fine 2000 di certo underground.
Bello nostalgico, ma non molto di più.
Sinceramente degli otto capitoli direi che potrebbero essere interessanti “Return to Sodom/soldier of dar”, “Enter the morbid”, “Crushing the pearly gaes” e la conclusiva “Violent age of bloodshed”. MA ripeto per un mero atto di nostalgia. Poi se siete appassionati di un certo metal vecchio stile, d’annata ed affini… Certo questo è un lavoro che fa per voi a 360 gradi e di conseguenza sarà pane per i vostri denti
Ribadisco il discorso già espresso più volte, questo è un lavoro per gli appassionati del “vecchio stile” e del “metal degli anni d’oro” e non oltre, fermo restando che in alcuni casi (nello specifico gli acuti a caso lanciati dal cantante) potrebbero far vacillare anche i thrasher più oltranzisti. Per il resto ribadisco la band è al quinto album e dopo tutto ha attestazioni di stima da parecchi, compreso il “buon” Fenriz dei Darkthrone, proprio per esser così radicati nel vecchio stile. Questo implica che se non siete appassionati di musica vecchio stile e di thrash nello specifico in pienissimo stile anni 80 questo non è un lavoro che fa per voi.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















