A distanza di quasi un anno da “Omega alive”, che seguiva l’omonimo album in studio, ecco uscire sul mercato questo interessante EP dal titolo “The Alchemy project”.
I detrattori della band olandese potrebbero pensare che si tratti di una mossa commerciale, ovvero pubblicare qualcosa tanto per ingannare l’attesa (in piu’ se si considera che questa e’ la loro prima “release” per la nuova label “Atomic Fire”), ma non e’ affatto cosi’.
Come si evince dal titolo, si tratta di una collaborazione tra gli Epica ed altri musicisti che riescono a trovare la giusta alchimia per far si che il disco in questione risulti “brillante” e per niente scontato.
Si parte con “The great tribulation”, brano dal sound tipico degli Epica, stilisticamente piu’ vicino ai primi lavori (“Divine Conspiracy” e “The Phantom agony” su tutti), violento ma al tempo stesso melodico.
La traccia e’ caratterizzata da “pesanti” influenze “death-trash metal” e vede la partecipazione dei “Fleshgod Apocalypse”; la batteria viaggia alla velocita’ della luce ed il brano viene “esaltato” da uno strepitoso duello chitarra-tastiere nel solo centrale.
“Wake the world”si apre con un hammond in stile Deep Purple: la canzone che non ti aspetti e che forse piu’ rappresenta questo “progetto alchemico”, brano che vede la partecipazione di uno straordinario Tommy Karevik (Kamelot). Un mix perfetto e blianciato tra Deep Purple, Kamelot ed Epica. Bellissimo il finale con le voci di Karevik, Simons e dei cori che si sovrappongono tra loro.
Con “The final lullaby” si torna su territori tipicamente piu’ consoni alla band, anche se nella parte strumentale ecco irrompere un sassofono ! avete capito bene, un sassofono ! Brano davvero geniale, bellissime le linee vocali della Simons; nel finale un suono di “carillon” chiude in maniera “sognante” questa traccia.
“Sirens- of blood and water” presenta piu’ di un’ analogia con i Nightwish di Imaginaerum, traccia priva del cantato growl, in favore di quello classico di Simone abbinato a quello dell’ospite di turno, Charlotte Wessels (ex-Delain).
“Death is not the end” e “Human devastation” non mi hanno particolarmente entusiasmato, brutali e violente, con la voce angelica di Simone relegata in secondo piano (presente principalmente nei cori).
Dopo una leggera flessione, dovuta a due tracce non propriamente esaltanti (per i miei gusti musicali), la qualita’ torna alta con “The Miner”, che chiude egregiamente questo EP composto da sette brani, per un minutaggio complessivo di 35 minuti.
La traccia puo’ essere considerata come una sorta di Epica “meets” Within Temptation e vede la partecipazione di diversi artisti quali Asim Searah (Wintersun), Niilo Sevänen (Insomnium) e Roel van Helden (Powerwolf).
In attesa del prossimo full-leght, godetevi senza pregiudizi questo “The Alchemy project” !!
Voto: 7,5/10
Stefano Gazzola















