Elegante nella sua crudezza. Illuminante nella sua oscurità. Religioso nella sua blasfemia. Arriva ora il settimo sigillo musicale degli ormai mitici Watain, singolarissima “religious Black Metal band” dedita al Culto del Luciferismo e del Satanismo Anti-Cosmico, ideologie di Mano Sinistra che ispirano profondamente la loro Opera Musicale. Per “The Agony & Ecstasy Of…” i nostri svedesi si sono asserviti della resa sonora di una chiesa (non so se sconsacrata o no) delle loro parti. Così almeno è riportato sulla bio. Consciamente non so dire se ciò abbia “magicamente” influito nella realizzazione dell’opera in questione più d’altri album Black Metal. Ma molto probabilmente ha sì contribuito a creare la giusta atmosfera. Maturi ed ormai pregni di ottimo mestiere, a livello tecnico-compositivo quanto tematico-ideologico, gli Watain, finalmente in forma di quintetto (avendo aggiunto per l’occasione un batterista, un bassista ed un secondo chitarrista), danno alle stampe un “monster-album” destinato probabilmente a diventare un nuovo caposaldo del genere nell’anno in corso. In effetti, le radici di “The Agony & Ecstasy Of Watain” rimangono ben salde nell’ormai conclamato Black Metal sound scandinavo. Ma i nostri hanno partorito un album complesso, drammatico e relativamente ricercato. Pur non mancando i soliti ritmi tirati a scheggia (come nella classicissima “Funeral Winter”), la band si è ottimamente asservita d’una certa vastità di mid-tempo e ritmi cadenzati, allo scopo di arricchire le loro composizioni di spunti drammatici e narrativi di natura il più possibile oscura, e il cui culmine è raggiunto nella più sperimentale e “teatrale” traccia dell’album, quella “We Remain” caratterizzata dall’altrettanto teatrale cantato introduttivo di Farida Lemouchi nonchè, a metà brano, da un assolo quasi gilmouriano suonato dall’altro ospite Gottfrid Åhman. I nostri, per la natura luciferiana che li contraddistingue da sempre, non hanno paura di sperimentare. Rendendosi in questo modo autori di un’opera profonda, complessa e “religiosa” nelle tematiche, mirate a “predicare” il loro credo luciferiano su scala universale. Noi non possiamo far altro che considerarci testimoni dell’appassionata e duratura evoluzione dell’Arte Nera dei Watain. Che a tutt’oggi restano una delle migliori Black Metal bands in circolazione, anche e soprattutto grazie al loro rifiuto, profondamente insito nella loro ideologia, a piegarsi a qualunque parvenza di “politicamente corretto”. Complimenti a loro!
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















