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FALLEN SANCTUARY – Terranova

FALLEN SANCTUARY – Terranova

Label: AFM Records

Cosa succede se due validi musicisti, uno austriaco e uno italiano, decidono di collaborare insieme ? Riformulo la domanda, cosa succede se un membro dei Temperance (Marco Pastorino) si unisce ad uno dei Serenity (Georg Neuhauser) ? Il risultato e’ un power-metal melodico di raffinata qualità che risponde al nome di “Fallen Sanctuary”.
Il loro debut album, intitolato “Terranova” sarà in uscita il 24/06/22 per Afm Records, prodotto dal duo Pastorino-Neuhauser (che si alternano dietro al microfono), la line-up viene ultimata dal bassista Gabriele Gozzi e Alfonso Mocerino alla batteria (ovviamente alla chitarra troviamo Marco). Molto bello l’artwork di copertina curato da Gustavo Sazes (Temperance, Angra, Kamelot, ecc…)
I due co-fondatori dei Fallen Sanctuary, si sono conosciuti nel 2018 in occasione del tour congiunto tra Serenity e Temperance; condividendo gusti musicali e trovandosi in piena sintonia tra loro, si erano promessi di fare qualcosa insieme prima o poi. Ecco che quell’idea ha preso forma, sino a diventare una band a tutti gli effetti; stilisticamente non troppo lontani dalle loro band “madri”, la loro proposta musicale spazia dal power metal, al metal melodico con influenze A.O.R. sino ad arrivare al progressive metal.
Una delle tracce più belle del disco e’ la title-track “Terranova”, posta saggiamente in apertura, e’ una power song che viaggia alla velocità della luce: questa e’ la tipica canzone che i Sonata Arctica non sono piu’ in grado di scrivere (forse per scelta, avendo deciso di prendere altre strade, o forse no) e che calzerebbe alla perfezione in un album come “Silence”. Perchè proprio i Sonata Artica ? beh, la voce di Georg assomiglia parecchio a quella di Tony Kakko, poi la traccia e’ stilisticamente vicina ai Sonata Arctica degli esordi, quelli di “Ecliptica” e “Silence” per interdersi.
Altra top song e’ la successiva “Now and forever”, anche qui si muovono su territori vicini ai Sonata Arctica o agli stessi Serenity; molto bello l’uso sapiente dei cori posti in sottofondo e la parte cantata da Marco Pastorino, che precede il solo di chitarra di “helloweeniana” memoria.
“Broken Dreams” e’ una traccia carica di melodia, il connubio perfetto tra Temperance e Serenity, con i due cantanti che si dividono equamente il microfono; bellissime le parti vocali e il ritornello che si stampa in testa sin dal primo ascolto.
“Rise against the world” e’ un’altra perla di power-metal melodico, scandita da un ritornello davvero “catchy”, cavallo di battaglia da cantare a sguarciagola in sede live.
Ecco il turno della traccia con più influenze A.O.R., “To The Top”, brano piu’ vicino stilisticamente a band come gli Eclipse o lo stesso J.S. Soto solista; con la successiva “Destiny” si ritorna verso lidi più a me congeniali (per i miei gusti musicali), up-tempo sulla scia di Sonata Artica o degli Helloween piu’ melodici, in evidenza la chitarra di Pastorino, autore di un ottimo solo di chitarra.
I ritmi rallentano, ed e’ il turno della “sognante” ballad acustica “I Can’t stay”, con le voci di Marco e Georg che si intrecciano e si sovrappongono in maniera perfetta.
“Trail of destruction” si muove sulla falsariga del brano “To The Top”, forse depotenziata un po’ della sua componente A.O.R. a favore di un metal melodico raffinato e di grandissimo impatto.
Si ritorna a premere sull’acceleratore con “No rebirth”, power song che inizia con una sfuriata in doppia cassa, salvo poi rallentare su ritmiche più pacate (eccezionale il drumming in questo pezzo), il “chorus” rimanda a quello tipico dei Temperance, molto bella e attuale la tematica di questo brano che parla della progressiva distruzione dell’ambiente.
“Bound to our legacy” e’ un’altra power song, che alterna autentiche sfuriate in doppia cassa a ritmiche più cadenzate, con autentici riffs schiaccia sassi; traccia molto piacevole anche se il refrain lascia il sapore di un qualcosa di già sentito.
Chiude il disco un’altra emozionante ballad acustica, “Wait for me”, ennesimo centro messo a segno dai Fallen Sanctuary !
Che dire, la classe non e’ acqua e l’album e’ veramente bello e piacevole da ascoltare, visti i due attori coinvolti non poteva essere altrimenti.
Buona la prima ! Promossi a pieni voti !

Voto: 8/10

Stefano Gazzola

Tags: Fallen SanctuaryMarco PastorinoSerenitytemperance
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