Esce finalmente il terzo album dei Coreleoni intitolato solamente “III”. 3 come le importanti novità che porta con sé questa nuova uscita. La prima è il cambio di etichetta con il passaggio alla Atomic Fire Records, la seconda la new entry Eugent Bushpepa dietro il microfono e terza, ed è probabilmente la più importante, la scelta di puntare principalmente su pezzi propri. In effetti i primi due album, pur essendo molto belli, avevano etichettato i Coreleoni più come una cover band che come un gruppo vero. Con questo ‘III” Leo Leoni e i suoi compagni si prendono il rischio di comporre musica nuova e a conti fatti lo fanno nella maniera migliore. Certo tutte le canzoni non sono allo stesso livello, ma la produzione, molto hard rock vecchio stampo, riesce a renderle comunque intriganti.
Si parte con “Let Life Begin Tonight”, una buona opener caratterizzata da un gran riff di chitarra di Leo Leoni e un incedere avvolgente. Buona anche la seguente “Purple Dynamite” col suo giro di basso e il suo hard rock molto 80’s. Ma è con la terza “Guilty Under Pression” che si comincia a fare sul serio, con il suo sound riconducibile agli Whitesnake. Non è da meno il ritmo imponente di “Greetings From Russia” che viene ulteriormente impreziosita dal suo refrain easy Listening. Si rallenta con “Sometimes”, lento pervaso da una sottile linea blues e una malinconia di fondo. In questa canzone bisogna stimare Leo, in quanto riesce a tirare fuori il meglio della sua creatività anche in canzoni non propriamente originali. Si prosegue con “Like Or Not” dotata di un riff intrigante dove Eugent ci delizia con un cantato bello tagliente. “Wake Up Call” è potente ma estremamente standard, non resterà tra quelle memorabili. Di tutt’altra pasta “Sick & Tired”. Introdotta da un bel basso distorto si fa notare per il riff portante che somiglia a quello di Symphony Of Destruction dei Megadeth, ma nonostante questa sensazione di deja vu il pezzo convince.
“Would You Love Me” è divertente con i suoi riferimenti agli Ac/Dc
Poi arriva il lento veramente ispirato. “Deep In My Soul” mette in mostra le capacità di songwriting dei Coreleoni e ci permette di gustare la voce del nuovo singer al meglio delle sue capacità.
“Jumpin’ Jack Flash” chiude il cd ma sebbene sia rielaborata in maniera molto personale non raggiunge i fasti dell’originale made in The Rolling Stones.
È poi presente un secondo cd dove sono presenti quattro cover dei Gotthard. Si fanno notare le due ballad, “Say Goodbye e “I’m On My Way” ottimamente interpretate da Eugent Bushpepa. Ma non è da trascurare il suo apporto nell’hard rock di “Good Time Lover” e “Fist In Your Face”
Alla fine “III” potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per un gruppo che aspira a raggiungere gli stessi traguardi della band madre. Dalla loro i Coreleoni hanno una formazione costituita da musicisti seri, creativi ed ispirati e un cantante davvero portentoso. La scalata è iniziata, solo il tempo ci dirà la verità su di loro.
Voto: 7,5/10
Fabrizio Tasso















