Avete raggiunto i 20 anni di carriera. Quali sono gli elementi che hanno consentito a questo
progetto questo tipo di longevità e produttività in termini discografici?
Probabilmente è stato un mix di cose che ci hanno permesso di raggiungere questo traguardo e si può riassumere tutto nella voglia di divertirsi, di far divertire e di non prendersi mai troppo sul serio.
Cosa troviamo nel nuovo album “…E Vennero Fuori i Lupi”?
Potreste azzardare un’ auto-recensione che possa aiutare i lettori a capire che tipo di album avete pubblicato.
Facciamo un copia incolla di una recensione (Radiocoop.it) uscita per il nostro album che troviamo semplicemente perfetta per descriverlo.
“Coraggioso e incosciente mettere mano a 16 classici della canzone d’autore italiana e riscriverli in chiave punk rock. Il rischio è di finire nei vortici della parodia fine a sé stessa. Soprattutto se ci si confronta con Gaber, Dalla, Daniele, Conte, Graziani, tra i tanti. Invece qui si rielabora con gusto, ottima perizia tecnica, cura degli arrangiamenti che non sono mai prevedibili e finiscono per rendere il disco oltre che curioso più che riuscito, divertente e godibile.”
È sicuramente il nostro disco più vario. L’attitudine Punk è sempre la stessa ma questa volta ci siamo divertiti ad osare sperimentando più generi musicali.
In ambito punk, quali band hanno maggiore influenza nel vostro modo di arrangiare i vostri brani?
Ognuno di noi ha il suo background musicale e lo porta all’interno degli arrangiamenti, quindi sono molteplici le influenze e soprattutto cambiano da disco a disco.
In questo album un orecchio attento e preparato può sentire dei chiari riferimenti a grandi punk band come: Nofx, Rancid, Me First and the Gimme Gimmes e The Interrupters.
Come è stato per Io e I Gomma Gommas affrontare il periodo della pandemia?
Avevamo appena finito di registrare questo disco e stavamo facendo dei live che stavano andando molto bene, quando tutto si è fermato. È stato un bruttissimo colpo, avevamo in mente di fare uscire l’album proprio nel 2020, ma abbiamo preferito aspettare.
Visto il periodo di stallo, ci siamo concentrati su altri aspetti che ruotano attorno alla musica, che in passato non avevamo mai avuto modo di approfondire bene.
Abbiamo iniziato a fare dei videoclip e ad organizzare l’uscita dell’album: dalla stampa del CD al Merch Limited Edition, dalla promozione dei singoli alla grafica… insomma, ci siamo fatti un bel mazzo, visto che l’album è completamente autoprodotto.
E siamo anche riusciti a fare una dozzina di live, tutto questo ci ha permesso di affrontare questi due lunghissimi anni.
Avete coinvolto numerosi featuring nel nuovo disco, incluso “Davide Toffolo” dei Tre Allegri
Ragazzi Morti. Come è nato questo sodalizio?
Questa collaborazione è nata dall’amore comune per Ettore Petrolini, che è l’autore del brano. Conosciamo Davide da tantissimi anni (abbiamo avuto la fortuna di aprire, con le band che avevamo prima dei Gommas, alcuni loro concerti a fine anni ’90) e abbiamo pensato di provare a coinvolgerlo. Vista la bellissima persona che è, ha accettato subito il nostro invito.
Avete mai considerato di includere nel vostro repertorio brani di band italiane storiche come Area, PFM e simili?
Ci sarebbero un sacco di band da includere nel nostro repertorio. Per rimanere in tema rock progressive italiano, in questo album trovate il brano “Eppur Mi son scordato di te” portato al successo dai grandissimi Formula 3.
E se invece dovessimo chiedervi di addentrarvi in territori metal made-in-Italy… Sareste in grado di individuare gruppi e brani che vi piacciono?
Ci sono molte band valide in Italia…noi ovviamente siamo più legati alla scena metal marchigiana anni novanta. Tra le band, che non ci sono più ma che sicuramente avrebbero meritato molta più fortuna e che ci piacevano molto: Emicrania, Infernal Poetry (Drive gig drive gig), Perfidia e Sound Killer (andate a sentire The Sniper). Tra quelle attualmente attive ci piacciono gli storici Kurnalcool oppure le realtà più giovani degli Entail o dei The Vega Brothers.
Avete mai pensato di sviluppare il vostro concept orientandovi su brani della discografia italiana più “underground” e “alternativi”?
Ci abbiamo pensato più volte, ma forse un intero album non avrebbe la dovuta attenzione, quindi preferiamo inserire qualche “chicca” in ogni uscita.
Infatti se si spulcia tra le nostre produzioni, si scopre che abbiamo sempre inserito delle canzoni o degli autori che secondo noi non sono stati ascoltati o capiti, quindi in un certo senso “underground”.
Qual è la cosa più difficile da affrontare per una band come la vostra, all’interno del contesto musicale italiano?
Partendo dal presupposto che abbiamo sempre fatto quello che ci piaceva fare, fregandocene del giudizio degli altri, potremmo dire che siamo stati etichettati, soprattutto nell’ambiente punk, come quelli “sfigati” che hanno copiato i Gimme Gimmes, che gli hanno copiato anche il nome (e adesso che copiano anche le copertine! Ahahahah)…anche se in realtà abbiamo iniziato a suonare le cover in versione punk già con le band da cui proveniamo (Tranquillanti e Sesto Piano). Già nel ’95 riarrangiavamo le canzoni italiane e questo grazie alla scuola dei Ramones, a Sid Vicious, ai Social Distortion, ai The Clash… e poi più tardi grazie anche ai Gimme Gimmes ovviamente!
Comunque notiamo che in Italia un musicista che suona delle cover – anche se completamente riarrangiate e stravolte come nel nostro caso – viene visto troppe volte come musicista di “serie B”, e giudicato negativamente da musicisti che fanno musica propria. In realtà molti di loro credono di essere “originali” solo perché fanno brani propri, ma nella maggior parte dei casi scimmiottano grossolanamente artisti già famosi.
Cosa succederà ora che il disco è uscito?
Chi può dirlo! Noi ci auguriamo semplicemente di ritornare a fare quello che ci riesce meglio in ambito musicale… tante interviste… ahaha scherzo, in quello siamo dei cani, intendevo dire tanti concerti e a questo ci sta pensando la Make a Dream (www.makeadream.it).















