Starforger band inglese dedita ad un mix tra death metal, materiale power/epic e pesanti rimandi a colonne sonore di giochi di ruolo e videogames (per altro ammesso da loro di aver rimandi riconducibili a Final fantasy ed al fantasy in genere per quello che riguarda i temi).
Che poi per esser precisi è più un duo, dato che “Frazer” è cantante, tastierista e programming mentre “Robb” chitarre, tastiere e programming anche lui. Quindi il risultato è “in griglia” per il 90% dato che le programmazioni sono precise e “correggibili” in modo impeccabile.
Se non vi fossero certi suoni dai synth ma delle parti orchestrali con strumenti “veri” sarebbero una buona risposta ai teutonici Haggard.
Di fatto sulla parte tecnica poco da dire, nel senso che batteria programmata e ben calibrata coi suoni per sembrare piuttosto reale(poteri dei VST e dell’humanizer); voce gutturale profonda e quasi atavica molto evocativa. Chitarre in linea con un composto piuttosto “arioso” e molto più vicino al power che non al death; le orchestrazioni potevano esser fatte in modo leggermente differente, per non lasciare all’ascoltatore quel retrogusto di “finto che vuol sembrare vero” ovvero delle tastiere(che qualcuno potrebbe addirittura definire “pianole” per dare una stoccata al tastierista) con suoni parecchio vecchi e retrodatati. Le strutture sono molto, forse troppo, “cavalcate epiche” a cui si aggiunge una voce, gutturale appunto, il che rende il complessivo leggermente differente dal materiale power, ma non di molto.
Di fatto siamo di fronte ad un “wanna be” interessante, ma che alla lunga non lascia molto. Capisco e comprendo il voler essere a cavallo di più di un genere, ma così è troppo. Cavalcate epic/power a cui si inserisce una voce in growl non basta né per il deather e neppure per il powerone. Nel senso che vi sono delle diversità tali nella gestione che si scontenta chiunque.
“The forgotten war”, “Diamond dust”, Clarent Wingthor”, “Wreath of frost” che da il nome all’album e la conclusiva “Warriors of light” sono i brani che permettono di avere un’idea sonora legata alle mie parole.
Come già accennato in altre mie recensioni, resta inteso che sia opportuno ascoltare il lavoro della band e di conseguenza decidere quali brani preferite e se eventualmente dissentite dal mio giudizio.
Concludendo il tentativo è lodevole, ma l’esecuzione manca in alcuni punti. Un po’ come capitava ai tempi della scuola il famoso “E’ bravo ma non si impegna!” Cioè la band ha potenzialità e abilità compositive, ma nell’esecuzione si perde per voler accontentare i fans di due generi così distanti tra loro facendo quindi un lavoro “abbozzato” e in due sensi.
A livello personale do poco più della sufficienza per la parte tecnica di composto, arrangiato e post prodotto. Dispiace perché ci sono i numeri per fare un buon lavoro ma a mio avviso la band o fa un deriva verso il power “nudo e crudo”, oppure punta al death melodico. Il death melodico power epic no, è un minestrone che non mi convince minimamente.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















