“Chi non muore si rivede” è un detto che nel caso degli svizzeri Allison si adatta particolarmente bene. Dopo aver dato alle stampe, all’inizio degli anni 90, due buoni album di hard rock melodico (“One” 1993 e “Wonderland” del 1995) di loro si erano perse le tracce. Ci riprovano quindi con questo “They Never Come Back”, dove la matrice hard viene sviluppata in maniera più approfondita pur mantenendo intatta la loro propensione melodica. Della formazione originale rimangono la cantante Janet La Rose e il bassista Pierce Baltino, mentre subentrano Robi Würgler e Jonny Stutz alle chitarre e Sean Evans alla batteria
Ad aprire troviamo “The River” (che è anche il primo singolo con relativo video), una buona song con una chitarra rocciosa e un tappeto di tastiere a sostenere il tutto. Per trovare un paragone si avvicina ai brani più rock dei Mastercastle di Pier Gonella. Non male la seguente “Edge Of Golden Days”, più easy listening e certamente più ruffiana nel suo incedere col suo hard rock a tinte stelle e strisce.
Validissima “Crank It Up” che con il suo groove porta una ventata di allegria. Certo il suono rimane derivativo di band più famose (Tesla, Tangier o i Cinderella più bluesy) ma il songwriting della band elvetica rimane su livelli molto buoni. Colpisce anche “Hang Tough” (che ha un inizio molto Whitesnake) e si evolve in una ballad con una sottile linea blues. Molto brava Janet La Rose che dimostra di possedere versatilità passando da brani soft a brani più hard con estrema disinvoltura. “Beautiful World” è più oscura e intimista e porta alla mente qualche reminiscenza alla Lita Ford. “Blackbird” invece è intrisa di blues. Perfetto il bridge, il ritornello e la chitarra in slide.
“Merry-Go-Round” sarà il secondo singolo, ma rimane più standard rispetto alle altre composizioni, comunque il bel solo ne aumenta il valore. “Rock High”, con le dovute proporzioni, ci ricorda un po’ i suoni dei Journey, ma con una dose hard maggiore. Questi ultimi due pezzi, pur non brillando particolarmente per originalità, rimangano comunque estremamente godibili.
Con “Can You Hear Me” gli Allison spingono il piede sull’acceleratore, creando una canzone trascinante nel suo rock n roll semplice ma di impatto. Chiude “Open Water”, leggera e ritmata, con il suo punto di forza nel riff di chitarra e nella linea melodica molto catchy.
Gli Allison non avranno le capacità, l’appeal o il palmares delle band più blasonate alle quali si ispirano, ma hanno dalla loro interessanti capacità di songwriting e un ottimo gusto per la melodia. Quest’album non farà la storia della musica, ma si lascia ascoltare dannatamente bene. Se vi piace il genere dategli una chance.
Voto: 7/10
Fabrizio Tasso
















