Heavy metal nella più classica accezione, quello che ci propongono i milanesi Slabber, giunti al secondo album della loro carriera.
Il quartetto, accasatosi presso l’attivissima Punishment 18 Records,ci fa compiere un tuffo negli anni ’80 senza far troppi convenevoli, presentandoci dieci tracce dirette ben sorrette dal reparto ritmico e infarcite di chitarre puntuali e veramente piacevoli da ascoltare, sia nella struttura che nei solos proposti dal valido Marco Poliani, che si occupa anche dei cori.
I brani scorrono molto piacevolmente tra echi dei Maiden di ottantiana memoria, misti a spruzzate di Dio e di quel power/speed teutonico che tanto ci ha fatto e continua a farci godere da decenni…
Purtroppo la copia digitale in mio possesso è sprovvista di testi, ma i pezzi sono veramente molto immediati e avranno facile presa negli ascoltatori che vorranno godersi un po’ di metal fatto e suonato come si deve, senza trascurare tecnica e cuore.
Alessandro Bottin spinge la sua voce in alto, senza mai strafare né apparir banale, ma, dandoci, invece, modo, ancora una volta, di godere, ascoltando la musica che da sempre amiamo e, credo, sarà un piacere cantare con lui, sotto palco le varie songs, su tutte “Evil To Pay”, scelta come primo singolo, che ci fornisce lo spunto di riflessione sullo stato in cui vertono il nostro Pianeta e la nostra coscienza…
Giunti alla fine dell’ascolto, rimane quella sensazione di appagamento, con la consapevolezza che non sei dovuto andare a cercare chissà dove questa realtà figlia della nostra scena musicale, piena di musicisti validi, pronti a farti sobbalzare ovunque ti trovi!
Davvero complimenti ragazzi e…a presto!!!
“…crush your heart and face your sacrifice,
prisoner of life, make your right choice…
far from paradise…evil to pay!”
Voto: 7.5/10
Francesco Yggdrasill Fallico















