I Wolfheart sono un gruppo che dal 2013, esordendo con il singolo “The hunt”, si sono fatti conoscere in lungo ed in largo per il mondo del metal estremo.
Da quel primo singolo, seguito dal fortunato ed ispirato album “Winterborn” sono ad un totale di cinque album, compreso quello già citato, ed altrettanti singoli, quindi questo EP; EP che risulta strana come scelta rispetto al passato ed allo stesso tempo mantiene una serie di punti saldi rispetto al passato.
Abbiamo una certa dose di brutalità e di rabbia tipiche del modus operandi della band finnica specie nei due inediti; dall’altra abbiamo del materiale in versione alternativa, ovvero una versione live ed una acustica di due brani editi da precedenti opere.
Per quello che compete i due brani inediti”Skull soldiers” e “Hereditary” abbiamo delle belle bordate tipiche della band e con il loro tipico modo di fare e di interpretare il termine musica estrema. Dall’altra una “Reaper” live molto ispirata ed una “Aeon of cold” particolarmente emozionante.
Di quest’ultima però ammetto che essendo una versione “solo chitarra e voce” perde in parte la sua corposità. Mancano alcune parti evocative date , tra le altre, dai cori; mancano il piano e la seconda parte della canzone. Infatti questa versione dura circa il cinquanta percento della versione originale. Diciamo che forse se fosse stata fatta completamente, con il piano compreso, sarebbe rimasta una versione acustica completa e non mozzata. Pur restando, sia chiaro, una versione interessante e dignitosa.
Per quello che riguarda il brano live “Reaper” nulla da dire è versione lineare, bella pestata e violenta come da album. Ovviamente ottima proposta anche da live, oltre che dimostrazione delle capacità della band tanto da studio quanto da live.
A conti fatti questo EP non è malvagio; resta inteso che quattro brani, per un totale di poco più di diciassette minuti, per presentare due brani nuovi, uno live ed una versione acusticodimezzata… Un pochino poco; forse sarebbe stato meglio far uscir due singoli, ma è una mia mera considerazione ed non un effettivo errore della band.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















