Pestano come addannati i danesi LIVLØS sul loro secondo album “And Then There Were None”, da poco uscito per Napalm Records. E lo fanno al meglio che si possa pretendere secondo gli stilemi del genere Melodic Death Metal di stile tipicamente scandinavo, di cui loro stessi sono giovani ed agguerriti esponenti. I nostri hanno da parte loro un buon bagaglio tecnico ed un amore sconfinato per le sonorità di At The Gates e Carcass. E nonostante la propensione alla melodia che è tipica dello stile abbracciato dai nostri, con quest’album decidono di orientarsi su un tipo di produzione parecchio “trucida” e tanta, tanta potenza calibrata in velocità e brutalità da infarto, senza dare il minimo respiro all’ascoltatore. Fin dall’iniziale title-track, il cui incipit brutale è simbolicamente preceduto da un’espirazione dello screamer della band Niklas Lykke (simpatici!) i LIVLØS partono immediatamente all’assalto con velocità a rotta di collo, infusioni di ritmi dispari, chitarre “caciarone” ma melodiche e così via. Certo, sono sempre intimamente convinto che quando la brutalità risulta eccessiva a volte si vanifica il lavoro tecnico della band. Ma a parte questa soggettivissima considerazione, il secondo album dei danesi ha abbastanza carte in regola per destare l’interesse dei death-maniacs più oltranzisti.
Voto: 7/10
Alessio Secondini Morelli















