Vengono dal Messico questi cinque personaggi veramente simpatici, che potremmo definire gli Inti Illimani del metal, dopo aver ascoltato “Revolution”, song dinamica e anthemica sulla rivoluzione messicana del 1910 di Pancho Villa, sicuramente cantata da tutti nei concerti in patria.
Split Heaven fanno uno speed-power metal che sicuramente può essere apprezzato tantissimo da da chi , come chi scrive, quel periodo lo ha vissuto. I richiami sono i classici tipo Judas Priest e simili, ma anche se non personalissimo, il suono di questi messicani d’assalto si fa apprezzare molto, grazie a una base ritmica dove basso e batteria tengono il tempo e le chitarre intessono trame notevoli fra riff e linee chitarristiche che spesso caratterizzano i brani.
Molto particolare l’intro, “Gerudo Valley”, che parte con una chitarra flamenca tipo Ottmar Liebert per poi trasformarsi in un assalto metallico, che sarà poi il filo conduttore di tutte le tracce di “Electric Spell”.
Non ci sono cali di tensione, le songs sono tutte di buon livello, con “Sacred Fire” e “Let’s fight” che mi sono piaciute di più, ma la title-track, piuttosto che “Soul Possessor” e “Hellion’s Night”, non sono certo trascurabili.
Gruppo nel pieno della maturità artistica, giunto al quinto album, dal vivo saprà incendiare anche i palchi europei. Un paio di calate in Germania le hanno già fatte e ora annunciano un ritorno. Que Viva Split Heaven!!!!
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi















