Mercoledì 29 settembre alle 21.00 nella Concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto, il via ad “Aspettando il Mysterium Festival”, un anticipo della rassegna di Fede, Arte, Storia, Tradizione e Cultura, promossa dall’Arcidiocesi di Taranto con il Comune di Taranto e l’Orchestra della Magna Grecia, in collaborazione con Ministero della Cultura, Regione Puglia e le Corti di Taras. La serie di eventi in programma a Taranto dal 29 settembre all’1 novembre, è realizzato anche grazie all’impegno del Comitato scientifico del Mysterium Festival e alla preziosa collaborazione di istituti, aziende e attività del territorio, fra questi: BCC San Marzano, Fondazione Puglia, Programma Sviluppo, Comes Chemipul, Fondazione Taranto e la Magna Grecia.
Tocca a Remo Anzovino, dunque, aprire la rassegna. E’ lui il primo compositore al quale è stata commissionata un’opera originale all’interno del progetto “Quadri sonori”. Titolo: “Una Vela tra i Due mari”. L’intenzione è quella di assegnare nell’arco di cinque anni opere originali di grandi artisti a chiese, angoli, siti rappresentativi di Taranto.
Anzovino, compositore e pianista, mercoledì 29 settembre alle 21.00 con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Piero Romano e il L.A. Chorus diretto dal Maestro Luigi Leo, eseguirà nella Concattedrale Gran Madre di Dio, “Una Vela tra i Due mari”, opera scritta espressamente per l’occasione. Artista fra i più noti in Italia e all’estero, Nastro d’Argento per le diverse colonne sonore scritte ed eseguite per il cinema, ha lavorato per il teatro e le sonorizzazioni di opere. Caratteristica particolare delle composizioni di Anzovino sono il forte elemento visivo, la fusione dei linguaggi utilizzati, l’immediatezza delle melodie. Come autore ha legato il suo nome a personaggi e fatti della storia, dell’arte, della letteratura e dello sport di valore universale. Parallelamente all’attività compositiva e discografica, l’artista che apre la rassegna “Aspettando il Mysterium Festival” si è affermato anche come straordinario performer live a Londra, Tokio, Osaka, New York, Chicago e nei principali teatri e festival italiani.
Anzovino, l’effetto che le ha fatto Taranto.
«Sorprendente. Chi non la conosce può avere un’idea superficiale di una città che, invece, ha cultura e tradizione straordinarie, possiede qualcosa di profondamente spirituale. Non è stata solo una visita la mia, è stato un incontro con gente preparata, competente, disponibile umanamente nell’accompagnarmi e nello spiegarmi cosa, in quel momento, stessi osservando: Castello aragonese, San Cataldo, la Concattedrale, il Museo con tesori archeologici assoluti. Trascorrere dei giorni, immerso in una città per capire certe cose, è sempre stato il mio metodo. Proprio come in occasione della sonorizzazione di opere di Monet, Van Gogh, Picasso».
Prima volta a Taranto.
«Ho suonato in tutta la Puglia, ma qui non avevo mai tenuto un concerto. Per chi non la conosce bene, può pensare che questa città sia solo industria. E, invece, la cosa meravigliosa è che dopo un solo giorno, di Taranto ti innamori infinitamente: ha materiale storico, culturale, visivo enormi. Per me è una delle città-simbolo del Sud e per questo motivo, considerando le mie origini napoletane, ancora di più voglio legare la mia musica a Taranto».
Cosa ha realizzato per Taranto?
«Dal punto di vista del metodo tutta la mia musica è accomunata dall’elemento cinematico: attenzione, non “cinematografico” – cioè legato a immagini che scorrono su uno schermo e che il compositore deve commentare – bensì una musica che riesca a muovere immagini che sono dentro di noi: questo è l’elemento cinematico della musica. Al pubblico proverò a fare immaginare cose diverse, a tirare fuori le immagini interiori che ognuno di noi possiede».
Non solo una sonorizzazione, ma un’esperienza per chi l’ascolterà.
«Lo scopo è quello di mettere in relazione i movimenti, gli oggetti, gli angoli, che proverò ad evocare. Il mio obiettivo è scrivere ed eseguire una musica che faccia fare una vera e propria esperienza a chi l’ascolterà in quel posto preciso. Nel caso del “quadro musicale” commissionatomi, fare in modo che la musica sia esattamente la colonna sonora della Concattedrale Gran Madre di Dio».
















