Quattordici anni dopo la pubblicazione di Diamonds unlocked , ecco in uscita ( 30/07 ) il secondo capitolo dell’ album di cover “Diamonds unlocked II “ con la stessa formazione tipo che da anni ormai accompagna il biondo chitarrista tedesco.
Cominciamo col dire che i brani prettamente piu’ “ pop” sono stati rivisti e riarrangiati in chiave ARP, mentre quelli di matrice “rock” sono piu’ simili agli originali , qui riproposti con quel tocco di potenza in piu’ : non conoscendo tutti i brani in questione, sono andato a sentirmi le versioni originali in maniera tale da poter fare un confronto che fosse il piu’ obiettivo possibile.
Capitolo produzione : il sound della batteria e’ “old-style” ( come hanno tentato di fare gli Helloween nel loro ultimo disco ) , risulta meno “pompato” rispetto alle recenti produzioni del genere e dello stesso chitarrista tedesco ; anche se io preferisco il suono piu’ “moderno “ ( a tratti piu’ artificiale ) della batteria ( vedi per esempio le recenti produzioni di Simone Mularoni o quelle del duo Karmila-Jussila dei Finnvox o dello stesso Sascha Paeth ) al contrario ( forse ) della maggior parte di critici/fans che non lo apprezzano , pareri personali che rispetto ( de gustibus ).
La scelta delle canzoni : ho apprezzato maggiormente questa scaletta rispetto a quella del precedente “Diamonds unlocked” ( a parte la strepitosa “Warrior” dei Riot ) , tutte le tracce che compongono questo secondo capitolo sono magistralmente interpretate e mettono in evidenza la strepitosa voce di J. Gioeli ( ascoltate “Lady of the lake” e giudicate ! ) .
In apertura troviamo il solito brano strumentale firmato da ARP che ci rimanda ai Blackmore’s Rainbow ( non e’ un mistero che Mr. Ritchie sia il suo chitarrista di riferimento ) , segue poi “There’s Only One Way To Rock” di Sammy Hagar : una sorta di omaggio al compianto Eddie Van Halen visto che il brano era stato adottato dalla band per i loro concerti dal vivo .
Non soffermandomi su un track by track , i brani che mi sono piaciuti maggiormente , oltre alla gia’ citata “Lady of the Lake” dei Rainbow , sono “Sarah (You Take My Breath Away) “ di Chris Norman, “Paint It Black” ( Rolling Stones ) riproposta in chiave “moderna” e “Eagle” degli Abba : un plauso particolare per quest’ultima visto un fenomenale Gioeli con il suo cantato mistico-evocativo ( per lo meno nella parte iniziale ) , in perfetto stile “Casbah-Masquerade ball-Into the fire” ( come minutaggio , il brano e’ molto piu’ lungo rispetto alla versione originale ).
Qualcuno potrebbe dire che si tratta del solito album di cover , ma gli stessi dischi di ARP ( da quasi 20 anni a questa parte ) non spiccano certo per originalita’ visto che le tracce che li compongono , potrebbero essere loro stesse delle “cover” di ARP, artista entrato ormai in un circolo vizioso , eternamente in “loop” in una sorta di autoplagio senza fine .
Sostengo questo perche’ i suoi dischi, per cosi’ dire di “inediti” , risultano ormai un po’ tutti uguali e vengono concepiti con la stessa formula del copia-incolla ( intro in apertura , up-tempo come seconda traccia , vari mid-tempo , ballad e altro up-tempo a meta’ disco , con traccia piu’ lunga a chiudere il disco ) , quindi ben venga questo disco di cover !!!
Nonostante tutto , con i suoi pregi e i suoi difetti , resto un fans ( di vecchia data ) del biondo chitarrista tedesco di cui posseggo tutta la discografia e continuo ad acquistare ( nonostante tutto) i suoi dischi .
Voto: 7/10
Stefano Gazzola
















