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DARKTHRONE – Eternal Hails

DARKTHRONE – Eternal Hails

Label: Peaceville

L’uscita del nuovo album dei Darkthrone deve spingerci ad una riflessione, visto l’andazzo attuale della scena musicale. La band in questione è sempre, costantemente, al centro di qualche controversia. Lo sono, oltre che per qualche atteggiamento passato leggermente, e diciamo anche simpaticamente, “politically uncurrect”, un poco anche per tutti gli stili che hanno navigato e adottato in questo trentennio di attività discografica. Nascendo dal Death classico, subito dopo producendo l’Unholy Trinity degli album che hanno fatto nascere lo stile Black Metal Norvegese: “A Blaze In The Northern Sky” (soprattutto questo, rilasciato nel 1992, accidenti!!!), “Under A Funeral Moon” e “Transilvanian Hunger”, e in seguito inglobando nella propria musica stilemi di variegati sottofiloni del Metal, con predilezione per gli anni ’80: Speed/Thrash, Metal Classico (a me piace da impazzire “Arctic Thunder”), addirittura Hardcore Punk… forse chi non li conosce bene può rimanere spiazzato da tutto questo ventaglio di stili. Forse i detrattori (leggi i più giovani “Blacksters”) potrebbero pensare che siano “traditori della fede”… ma la verità è che non è difficile comprendere, se si vuole, l’intima dimensione/direzione artistica del duo Nocturno Culto/Fenriz. Loro, almeno in ambito Metal, che è la musica di cui sono accaniti fans fin dall’adolescenza, fanno quel che vogliono. Senza alcun tipo di compromesso. Ed a lungo andare, sono da ammirare solo per questo, constatata anche la popolarità che hanno raggiunto nella scena internazionale. Di sicuro hanno incontrato delle resistenze durante il loro cammino, specie quando la Peaceville ascoltò il seguito di “Soulside Journey”, il suddetto “A Blaze…” che, ripeto, fissò gli stilemi del “Norsk” Black Metal … ma credendo molto profondamente in ciò che facevano, i nostri due eroi se la sono sempre cavata egregiamente. Diventando forse una specie di “estensione anni ’90” dei Bathory di Quorthon (altro personaggio parecchio avvezzo ai cambi di stile)… ebbene, eccolo qui il nuovo album dei Darkthrone. Il diciannovesimo. Che cade a fagiolo nel trentennale della loro attività discografica, tra l’altro. E in fin dei conti, qual’è la vera “sostanza” di un disco come “Eternal Hails”? Secondo i nostri, quella di recuperare una certa dimensione “Doomish” e “Darkeggiante” che deriva dalla loro passione giovanile verso band come i più classici Candlemass o i più rallentati Celtic Frost. Effettivamente, se consideriamo la parabola discografica dei Darkthrone come una genuina celebrazione di tutto ciò che è Metal tra gli anni ’80 e i ’90 (il periodo di splendore e rigoglio artistico del genere, insomma, nelle sue forme estreme e non), ci si avvicina alla loro musica come fans di una certa espressività musicale, il Metal appunto. Almeno quanto loro stessi, i Darkthrone, ne sono fans. E questo è un elemento importante. Ciò non significa che i nostri sono solo dei “copioni” derivativi e senza personalità, ma soltanto che la passione e la genuinità del loro attaccamento verso la forma espressiva Metal loro la vogliono restituire intatta nelle loro opere discografiche, senza pensare a tutti i costi a strabilianti e clamorose innovazioni. Cercando di far capire che a livello espressivo molte forme di Metal hanno ancora molto da dire. Questo atteggiamento può piacere o non piacere, a loro non frega assolutamente nulla. Ed ecco che i nostri, entrati in un mood piuttosto “darkeggiante”, ci propinano soli 5 brani 5 dalla durata prolissa, che va dai 7 ai 9 minuti abbondanti, dove viene associata una musicalità violenta ma non esasperata nè tantomeno caotica, ereditata da gente come Celtic Frost e Motorhead, a dei rallentamenti pesantissimi ed opprimenti, direi molto Candlemass-iani. E tutto al massimo del feeling. Difatti, bisogna constatare sempre questo: lo stile di Fenriz come batterista, i riff della chitarra di Nocturno Culto, il loro modo di comporre, di suonare, il Darkthrone-trademark insomma, è sempre presente. Quale che sia lo stile adottato. Ed è particolarmente “di casa” per tutti coloro che li seguono assiduamente. Del resto, c’é chi dirà che preferisce i Darkthrone Blacksters, chi li preferisce alle prese con il Death, c’é gente che “odierà il nuovo album e preferisce i vecchi” perché è una cosa che fa fico da dire in loop ad ogni loro nuova release, e magari tra questi c’é anche chi lo rivaluterà con il tempo (è già accaduto e riaccadrà tante altre volte)… insomma, i Darkthrone resteranno una band controversa (e tra i motivi di dibattito sussiste anche quello di rimanere un duo e non fare tournee). Ma se volete un giudizio, posso dirvi che il trademark dei Darkthrone è qui presente. E questa è l’unica cosa che conta, al di là delle chiacchiere-fuffa. Fenriz e Nocturno Culto d’altronde si conoscono bene l’un l’altro ormai da parecchio tempo, conoscono i propri limiti, pregi e difetti alla perfezione, il loro livello di affiatamento artistico, sanno bene ciò che riesce loro di fare assieme e sanno cosa non faranno mai poiché rischiano di diventare parossistici… questo è ciò che traspare dai “darkeggianti” ed oscuri solchi di “Eternal Hails”. Quindi, in fin dei conti l’unica cosa che si può oggettivamente affermare è che, invece di pensare a quale stile Metal dovrebbero adottare per tutta la vita, noi fans e/o potenziali tali dovremmo glorificare il fatto che i Darkthrone siano tutt’ora in attività ed in piena forma. Perché in un futuro (spero il più lontano possibile), di un gruppo come i Darkthrone si potrebbe sentire la mancanza. Almeno quanto oggi purtroppo si sente la mancanza della buonanima di Quorthon… Uno status di fans della musica Metal che fanno dischi riservati ad un pubblico di fans della loro stessa musica preferita, tematiche “politicamente scorrette” comprese. Cosa potrebbero desiderare di più i Darkthrone? Il presente è tutto per loro. Del doman non v’é certezza.

Voto: 8/10

Alessio Secondini Morelli

Tags: recensioni
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