Epici Van Canto! Già all’ottavo album con questo “To The Power Of Eight” (ecco, appunto!), il settetto vocale tedesco più amato dai metallari della scena internazionale non delude le aspettative, sfornando tra covers e inediti una dozzina di brani, tutti a cappella (a parte l’accompagnamento di batteria e percussioni). Vale a dire… proprio ciò per cui sono diventati famosi. Organizzare in maniera sistematica e “accademica” tutto quello che noi metallari non-musicisti (o pre-musicisti) giocavamo a fare fin da ragazzini: cantare riff, passaggi musicali ed assoli di chitarra usando solo i suoni e i rumori della bocca umana, con le sue infinite possibilità. E devo dire che in fin dei conti, nonostante la natura parzialmente “ricreativa” con cui è nato il progetto Van Canto, il fatto di essere arrivati all’ottavo album è segno che ancora oggi le possibilità di sperimentazione in tal senso non si sono ancora esaurite. La natura dell’album in questione è abbastanza equilibrata tra il Power e l’Epic Metal, con qualche influenza sporadica più estrema (vocals Growl sul secondo brano) e “Gothic/Symphonic Metal”, che traspare invece dalla voce solista femminile di Inga Scharf (il lead vocalist maschile invece, Hagen Hirschmann, utilizza registri tipici del cantante Heavy/Power ma senza per fortuna sconfinare nel falsetto spersonalizzante). Mentre le cover di “Thunderstruck” e “Run To The Hills” (per non parlare della ormai mitica “I Want It All”, uno dei brani più Hard dei Queen, che riscuote da sempre grandi consensi tra i metallari) danno come sempre l’impressione dell’ormai internazionalmente consolidata identità della musica Metal, con tutto il suo immaginario e i tuoi topoi esecutivi, quale che sia la strumentazione che sia scelta per eseguirla: “tradizionale” oppure eterodossa vista come “variazione sul tema” (discorso analogo da fare con il quartetto d’archi finlandese degli Apocalyptica come per i nostri Ottone Pesante). Cosa dire, i Van Canto ormai sono una realtà, e la loro popolarità sta tutta nell’idea della “riplasmazione orale” dell’esecuzione di un brano musicale nata per gioco, un’idea in fin dei conti popolarissima da decenni soprattutto in ambito Metal.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















