Ciao Alessandro, come stai? Benvenuto su Giornale Metal!
Ciao Sonia, piacere mio!
“The Unlocked Songs” uscito lo scorso 21 maggio per Scarlet, lo definirei più come un disco disco “ibrido” inteso come un lavoro che racchiude in sè pezzi inediti, altri già pubblicati e cose più particolari. Sei d’accordo con me? Come lo definiresti?
Esattamente, inizialmente doveva essere un Ep nell’attesa del nuovo album in studio, che ha subito alcuni ritardi per via del covid, poi, raccogliendo il materiale, ci siamo accorti di avere molti brani interessanti, inediti compresi.. quindi ha preso forma “The Unlocked Songs”.
Pezzi come Heavy Metal Bunga Bunga mi hanno ricordato la satira pungente dei Nanowar Of Steel e in effetti parliamo proprio di questo: è un pezzo che in maniera scherzosa prende in giro quella che era l’attuale situazione politica italiana qualche anno fa con lo scandalo Ruby Gate. Come mai la scelto di comporre un pezzo del genere? Non siete proprio la band che si potrebbe avvicinare a tematiche del genere visto che vi siete sempre tenuti alla larga…
Si “Heavy metal bunga bunga” è in effetti, e credo non torneremo su questi temi, ma diciamo che la situazione al tempo era grottescamente divertente, si prestava ad essere messa in musica eheh..
Parlami un po’ dei pezzi come “Hampshire Landscapes” e “Human Drama” che non sono inediti ma sono stati inseriti come bonus track nelle versioni giapponesi rispettivamente di “Tin Soldiers” e “Rabbit’s Hill Pt. 2 “..
Esatto, solitamente il mercato Giapponese richiede almeno una bonus track rispetto alle edizioni occidentali, quindi negli anni si accumulano alcuni brani che rimangono quasi sconosciuti e abbiamo approfittato per ri-registrarli e inserirli tra i “brani rari” di questo album
Il disco musicalmente parlando è molto vario, si passa da pezzi tipicamente Power sullo stile tipico dei Trick Or Treat a ballate malinconiche fino a episodi più ragionati in cui sono sempre presenti le chitarre elettriche…
Si, con una sorta di raccolta come questa, non c’è bisogno di seguire troppo gli stilemi di andamento di un album “normale” così il risultato è probabilmente più sperimentale, vario e disomogeneo, ma credo sia proprio il bello di questa raccolta.
E’ vero che “Skyrim – Dragonborn” doveva essere inserito come bonus – track in “Prometheus”? Com’è andata a finire?
Si l’ idea iniziale era quella di usarla con Luca Turilli, le voci infatti sono registrate in Germania ed è per questo che è anche presente il gruppo di coristi di Prometheus, tra cui Ralf Scheepers.. il brano però non fu mai completato perchè il minutaggio complessivo dell’ album era piuttosto lungo.. Dopo la Rhapsody reunion Luca mi disse che mi avrebbe fatto dono delle registrazioni vocali su cui poi Guido ha ricostruito il brano, credo abbia fatto un ottimo lavoro!
Tu e Guido (Benedetti) siete la colonna portante della band. Quanto c’è di vostro nei pezzi presenti in scaletta?
Diciamo che insieme a Leo siamo i membri fondatori, quindi essendoci anche molti brani di alcuni anni fa, c’è molto di nostro.. Tuttavia credo che siamo tra le poche band che hanno una regola non scritta, cioè che tutti i membri devono comporre almeno un brano che finirà sull’album.. siamo fortunati perchè ognuno ha idee convincenti e attinenti al genere che facciamo, ma crediamo che questa formula assicuri sempre una certa freschezza compositiva.
“The Unlocked Songs” esce a quasi venti anni di vita della band. Siete nati nel 2002 ma discograficamente avete debuttato nel 2006 e siete oggi tra le band più importanti e conosciute della scena Metal Italiana dando un contributo decisamente notevole. Guardando indietro a questi venti anni, cosa avreste cambiato ? C’è un qualcosa di cui magari vi vergognate oggi e magari avreste agito diversamente? Avete già delle idee per il futuro ?
E si, son passati veloci gli anni! per molto tempo siamo stati visti come giovane promessa, e ci fa piacere essere riconosciuti oggi come band credibile e che si è data da fare.. sicuramente avremmo potuto fare scelte che avrebbero premiato in termini di visibilità, penso ai primi anni, avremmo forse dovuto investire più soldi per rimanere in tour per lunghi periodi, ma abbiamo sempre cercato di autofinanziarci con gli introiti della band, reinvestendo tutto ma senza rischiare di finire in bancarotta.. Per fortuna con gli anni l’interesse è cresciuto di molto e possiamo dedicarci alle nostre produzioni con più costanza e meno ansie economiche, con il prossimo album dovremmo infatti riuscire a far uscire il quarto album in 4 anni, mentre prima facevamo uscire un album ogni 3-4 anni, perchè prima di tornare in studio dovevamo suonare decine di show per rientrare negli investimenti..
Alle grazie di tutto. E’ stato un onore averti qua con noi, puoi lasciare un saluto ai nostri lettori!!
Grazie a te e a tutti i lettori, spero di tornare finalmente live il prima possibile e incontrare di nuovo i tanti amici sparsi per il paese!
Sonia Giomarelli















