Il nuovo lavoro dei tedeschi Thorn si preannuncia come un album di assoluto interesse per tutti gli amanti della nera fiamma, ma in generale di coloro che si nutrono giornalmente di estremismo sonoro a 360°. Pilgrim, il titolo scelto dalla band, è un concentrato di furia sotto tutti i punti di vista, partendo dalle liriche e passando per l’artwork e arrivando alla cosa più importante che è la musica. La prima botta adrenalinica viene dall’iniziale The Prophet, che mette già in riga tutti, mediante un muro sonoro devastante, che molto ricorda i grandiosi e mai dimenticati Dissection di The Somberlain e Storm Of The Light’s Bane, due degli album più importanti, in ambito extreme metal a livello mondiale. Il paragone tra l’altro non è poi così azzardato, in quanto i Thorn sanno come creare determinate atmosfere lugubri, selvagge e con quella malinconia infernale a cui ci hanno abituato le band del nord Europa. Sulla stessa linea si pone la successiva To Dust, che a differenza della precedente risulta più controllata e meno irruenta, ma sempre tenendo a mente la brutalità del genere. Assolutamente convincenti anche sui brani più cadenzati come Nothingness, dove ovviamente inseriscono sempre quel tocco di alone infernale ma altrettanto melodico, degno proprio dei migliori Necrophobic, tanto per citare un’altra delle influenze che si possono percepire durante i vari e ripetuti ascolti della release in questione. Un brano particolarmente trascinante e per così dire pieno di groove malefico, è sicuramente Hosanna In The Highest, dove troviamo anche delle soluzioni chitarristiche davvero eccellenti e accattivanti, cosa rara all’interno di un genere che troppo spesso preclude l’accesso a soluzioni diverse dai soliti “contesti” luciferini. L’album è parecchio vario, prova ne è anche l’atmosferica e strumentale di circa due minuti, Epitome che ci introduce all’interno di un vortice maledetto e incendiario come quello di The Reverence, altra perla nera di questo mostruoso Pilgrim. La band, in dieci tracce è riuscita a incanalare tutta la rabbia, potenza che aveva all’interno del proprio animo, per poi riversarla senza pietà sugli ignari ascoltatori. Guidati poi da una label che ha fatto storia in ambito estremo, la Listenable Records, i Thorn possono tranquillamente fare scendere dal trono nero molte delle band più blasonate che ci sono in circolazione, perché autori di un grande disco, che gli porterà delle grosse soddisfazioni.
Voto: 8/10
Sandro Lo Castro















