Il Metal è fatto di tante piccole storie, realtà, situazioni. Un mondo parallelo in cui i musicisti, appassionati, addetti ai lavori cercano nel loro piccolo, chi in un modo e nell’altro di mantenere vivo un genere e una passione. Dai meandri oscuri del Metal del passato si cerca di rispolverare dischi storici e piccole gemme che hanno reso grande il Metal nella loro zona di origine. E’ il caso dei Natron.
La ristampa del primo leggendario lavoro della band pugliese, “Hung, Drawn & Quartered” ha riportato alla luce un piccolo gioiello del Metal estremo di fattura italica. Originariamente uscito nel 1997 per la ormai defunta Headfucker Records, il disco fu registrato ai Nadir Studios e viene considerato come un lavoro originale nella sua brutalità e follia.
Oggi a più di venti anni di distanza, l’incontro fra Time To Kill Records e la band guidata da Max Marzocca (The Ossuary) ha portato alla rinascita di questo lavoro che per l’occasione è stato rimasterizzato ai Kick Recording Studio di Marco Mastrobuono (Hour Of Penance).
La differenza sostanziale fra la versione originale con una copertina leggermente diversa e questa versione uscita lo scorso mese, sono i suoni maggiormente curati. Se infatti l’originale del ’97 si caratterizzava per una produzione più scarna, qui pezzi come ad esempio “Elmer The Exumer”, “Flesh Of A Sick Virgin” e “Undead Awake” mantengono quella cattiveria primordiale unità alla brutalità che permea la proposta musicale dei pugliesi. Il risultato è un disco cristallino, potente nei suoni ma soprattutto brutale. “Hung, Drawn & Quartered” viene difatti ripresentato al meglio in un epoca musicale molto diversa da quella originaria in cui è uscito. Eppure rimane lì, un quadro putrido incastonato nei tendaggi del Metal che ha fatto la storia di questo paese, forte di un’aura mitica che lo ha reso un piccolo gioiello di culto fra gli appassionati. Un’occasione per essere anche scoperto da chi si è avvicinato al Death dopo la sua uscita.
Voto: 8/10
Sonia Giomarelli















