In un presente di incertezza, dominato da una paura pandemica e da indolenza causata da lockdown, esiste ancora qualcuno, soprattutto nello sconfinato ed altamente frammentato mondo della narrativa fantastica italiana, capace di portarci una buona idea d’immaginario, per trasportarci in un’ambientazione originale, proiettata nel fantastico, ma con un saldo piede sul terreno di certa tradizione? Per risposta, ecco il romanzo “Figli Dell’Apocalisse” di Paolo Onori. Il libro in questione, la cui uscita sul mercato è stata leggermente dilazionata proprio dalla stramaledetta pandemia (davvero un segno dei tempi!), non si può di certo classificare semplicemente in un solo ed unico genere narrativo. Seppur gli elementi contenuti all’interno del poderoso volume di oltre 600 pagine, che costituisce l’esordio, pur ottimo, di Onori in ambito editoriale, hanno un’origine straordinariamente marcata. Che deriva dal grande amore e dalla grande passione del nostro per tutto il mondo della cultura giapponese, le sue tradizioni, la sua antichità e la sua concezione tanto della realtà quanto dell’elemento narrativo fantastico, così peculiare rispetto a quella occidentale. Diversamente da quanti, da una ventina d’anni a questa parte, hanno sempre solo mostrato un interesse superficiale verso i vari prodotti sdoganati qui da noi dal Sol Levante (in particolare le varie tonnellate di manga, anime e film d’ogni tipo), Onori si distingue fortemente per la sua dura e pura ricerca nella cultura nipponica, derivante da autentica passione personale. Di cui, appunto, la frequentazione di fumetti, letteratura e fiction animata rappresenta solo la fase terminale. Come risultato di questa grande ricerca, e come logica conseguenza anche nel suo operato da Master di RPG fantascientifici, il nostro è riuscito a realizzare uno sforzo notevole, unendo una trama di stampo indubbiamente apocalittico ai suddetti elementi. La storia narrata è ambientata in un indefinito futuro (ed, elemento peculiare, solo durante la lettura si potrà conoscere l’anno esatto), dove l’umanità è stata decimata da un gruppo di esseri soprannaturali dall’aspetto, e dal nome, di Angeli. Che paiono essere proprio quelli delle sacre scritture (nei titoli di alcuni paragrafi come “Genesi” e “Apocalisse” in effetti è ben presente anche l’elemento “biblico”). Di conseguenza a ciò, il mondo civilizzato è ormai ridotto a cumuli di rovine abitate da mostruosi mutanti, e l’umanità “canonica” si è ritirata in gran parte a sopravvivere nel sottosuolo. In questo contesto inizia il vero e proprio viaggio catartico della protagonista del romanzo, una giovane maga “elementale” con un passato oscuro, che ha l’obiettivo di compiere il suo destino lontano dalla scuola di magia da cui proviene, viaggiando verso quella che una volta era la capitale. Tokyo, ovviamente. Nei primi capitoli si costituirà per forza di cose attorno alla protagonista una classica squadra di azione composta da tre altri giovani personaggi, con personalità ben delineate, e con altrettante origini misteriose, le quali verranno svelate poco alla volta durante il cammino. Questo è un altro elemento piuttosto di spicco. Paolo Onori mostra infatti di aver ben recepito la lezione, in parte letteraria ed in parte vicina alla tradizione di manga ed anime, in cui una storia può esser costruita attorno ad un gruppo di personaggi certo differenti tra loro, ma per forza di cose uniti appunto dal viaggio catartico affrontato assieme. Ci godiamo quindi la progressione della storia in tutta calma, capitolo per capitolo, tra mutazioni spaventose, mirabili scene di eroismo ed un certo sentimento che viene anch’esso sviluppato poco a poco in armonia con il progredire degli eventi. Una cosa abbastanza ammirevole da parte dell’autore è stata quella di immortalare luoghi realmente esistenti nella zona di Tokyo (sì, c’é anche la mitica Torre, nella sua diroccata versione apocalittica del futuro), trasformati in scenari d’azione e di ricerca del quartetto. Come ad esempio una popolare doppia torre a cisterna, il cui famoso parco antistante è diventato una specie di giungla infestata da ostili mutanti. Ogni capitolo è quasi concepibile come un’avventura a sé (proprio come si trattassero di differenti sessioni di gioco di ruolo, e qui si vede anche l’esperienza dell’autore come Master pluriennale). Di certo, non posso svelarvi in questa recensione tutta quanta la trama. L’unica mia intenzione è quella di interessare il potenziale lettore alla scoperta di quest’opera letteraria. E’ palese infatti quanto, nonostante la copiosità del volume, le descrizioni di ogni azione, d’ogni dialogo e d’ogni ambiente incontrato durante il progredire della storia, siano tanto minuziose quanto coinvolgenti, in uno stile davvero capace di appassionare alla lettura, fino all’epico e terremotante finale. Il libro di Paolo Onori è disponibile in ogni digital store, ma per una volta tanto, io prego ogni potenziale lettore che possa esser rimasto interessato dalla mia recensione di procurarsi una copia cartacea (anch’essa disponibile su ogni piattaforma di e-commerce), poiché ogni tanto si rivela davvero necessario al giorno d’oggi interrompere questo morboso rapporto di simbiosi con la tecnologia, e riscoprirsi umani. Potete incominciare appunto con “Figli Dell’Apocalisse”, che è davvero una storia appassionante, in virtù della sua accattivante ed originale ambientazione e della sua altrettanto particolare verve narrativa, ancor meglio sfogliando materialmente le pagine. Vi posso garantire che l’effetto è assicurato. Oltretutto, l’immaginario apocalittico è sempre stato considerato particolarmente caro agli amanti del Metal, perciò dico che, per tutti coloro che si trovano ad usufruire delle pagine del nostro portale non sarà certo un male investire qualche soldo in un libro appassionante. Non ve ne pentirete!
Voto: 10/10
Alessio Secondini Morelli















