Tornano dopo un po’ di anni i Transatlantic, supergruppo formato da rinomate stelle del rock progressivo. Abbiamo Neal Morse, Roine Stolt, Mike Portnoy e Pete Trewavas , musicisti che non hanno bisogno di troppe presentazioni. I rispettivi gruppi di provenienza, Spock’s Beard, The Flower Kings , Dream Theater e Marillion basta nominarli e abbiamo evocato la migliore storia degli ultimi trent’anni di questo genere. Transatlantic vuol dire tanta roba. Ed ecco allora novanta minuti di musica spalmati su due dischi. Rispetto ai primi lavori con questo monicker, abbiamo una certa tendenza al brano di durata media, solo tre brani (Overture, The World We Used To Know e Love Made A Way) hanno una durata di poco inferiore ai dieci minuti. Questo non vuol dire che in tutto il disco la proposta sia semplificata. Al contrario, siamo di fronte a un viaggio musicale variegato e ricco di suggestioni, sempre supportato dalla grande tecnica dei musicisti coinvolti. Atmosfere ariose, pregevoli intrecci strumentali e tanta musicalita’ a tutto tondo segnano questo nuovo lavoro dei Transatlantic che trovera’ meritatamente il suo posto negli scaffali degli amanti del prog moderno
Voto: 8,5/10
Silvio Ricci















