Ricordo quando, circa trent’anni fa, acquistai la mia copia di Guitar Club con una bella foto di Pino Daniele in copertina ed una lunga intervista all’interno. A domanda precisa: “Chi sono gli artisti che apprezzi tra i tuoi colleghi italiani?” la risposta fu inequivocabile: “I Pooh…”, cui seguirono le dovute circostanzazioni. “Ed i chitarristi italiani che stimi di più?”. Qui la risposta del maestro per eccellenza fu ancor più diretta, data senza pensarci due volte: “Dodi Battaglia!!! Perchè è unico nel suo modo di mettere una grandissima tecnica e gusto melodico al servizio delle composizioni!!!” Se non erano queste le parole precise ci siamo quasi, perchè ne rimasi molto colpito e mi rivolsi trionfante a tutti i miei amici, compagni di tanti ascolti, per i quali un affermazione di Pino Daniele era verbo. Per quanto Dodi Battaglia fosse, all’epoca, già abituato a ricevere attestati di stima da ogni dove, immagino ne sia stato onorato delle affermazioni dell’artista partenopeo. La stima di un collega di tal blasone è sicuramente uno dei riconoscimenti più ambiti da chi ha fatto della sei corde la sua compagna di vita… In realtà, come si evince dal titolo del libro di cui stiamo per parlare, Dodi ne ha ben sessanta e tutte estremamente pregiate e di alto valore. Oltre cinquant’anni di musica alle spalle, Dodi ed i Pooh hanno attraversato le stagioni del beat, del prog, del rock sinfonico, dell’aor, del pop anni ’80 caratterizzato da cascate di sequencer e sintetizzatori, fino a quelle più recenti dove non poche bands hanno fatto fatica a sopravvivere all’estenuante ricerca di un impossibile equilibrio tra capacità tecniche, preparazione dei singoli musicisti e la richiesta di proposte sempre più preconfezionate da computer e software musicali annessi. Il più famoso complesso Italiano è stato sempre sulla cresta dell’onda, dettando le mode e mai adeguandosi alle impietose leggi del mercato.
Di tutto questo Dodi ne è stato “l’anima rock”, colui che ha impresso il proprio marchio sonoro alla musica della band che, per quanto sempre all’avanguardia nella ricerca di nuove soluzioni sonore, non ha mai rinunciato agli arpeggi, ai riff, alle svisate ed i pirotecnici assoli prodotti dalle sue mani sulle sue 60 sei corde. Senza mai snaturarsi, l’axeman bolognese è sempre riuscito ad evolversi in termini di ricerca sonora ed innalzamento del tasso tecnico, mantenendo costanti il suo innato gusto per l’armonia, la composizione e la scelta delle note. Pubblicazioni sulla band e sullo stesso Dodi (è di qualche anno fa la sua autobiografia) già ce ne sono, ma era tempo di rendere giustizia alle sue magnifiche chitarre, tra preziosi pezzi vintage ed esempi di alta liuteria artigianale. Per ognuna di esse, il nostro ne fa un’approfondita descrizione tecnica: i legni, le corde, le meccaniche, gli accorgimenti in fase di progettazione e costruzione. Ne enuncia la storia e racconta del suo impiego in studio e dal vivo. Naturalmente la parte del leone la fanno i tanti modelli di Fender Stratocaster presenti nella collezione (per quanto in copertina sia ritratto con una Gibson), ma scoprirete molto altro. Tanti, inoltre, sono gli aneddoti, i particolari gustosi e gli episodi narrati appositamente per questo libro che ci aiutano a ricostruire queste cinque decadi di musica. Una citazione particolare per Domenico Fuggiano che ha ritratto fotograficamente tutti gli strumenti. Presenti anche tante foto live tratte dalle varie tournèè che si sono succedute nel corso degli anni, una sezione relativa agli amplificatori ed un glossario dei termini tecnici. Prestigiosa la veste editoriale che accompagna quello che è un vero e proprio tomo di 280 pagine, di grande formato, su carta di pregio e rivestito da una copertina rigida. Un libro davvero bello, sicuramente il primo nel suo genere pubblicato in Italia, che consigliamo non solo ai fan dei Pooh e di Dodi ma, sopratutto, ai tanti appassionati di questo splendido strumento che si chiama chitarra.
Voto: 10/10
Salvatore Mazzarella















