Nati nel 1994, i capitolini Oceana, giungono al loro primo full-length, dopo aver realizzato a metà anni ’90, un promo ed un EP omonimo.
Questo lavoro è un bel esempio di sonorità che, tanto ho amato, nel periodo della mia adolescenza, quelle atmosfere capace di portarti dentro te stesso, variando, ora tra suoni ed immagini dure, ora eteree e sognanti.
All’interno degli undici brani qui contenuti troviamo, infatti, echi di gothic e di doom, infarciti dal death a tratti melodico, che ha caratterizzato tanto la scena scandinava, fino a trovare nella nostra Italia degli autentici Maestri…
Senza necessariamente scomodare i grandi nomi, voglio però citarvi due personaggi che, non a caso, hanno preso parte alla realizzazione di questo lavoro, ovvero Dan Swanö e Giuseppe Orlando, entrambi fondamentali nella formazione del suono dei Novembre, nei quali milita lo stesso Massimiliano Pagliuso, leader della band dell’Urbe.
I suoni di questo lavoro sono davvero moderni ed affascinanti e sanno invogliare ad un ascolto davvero godurioso, regalando un lavoro davvero interessante, che nulla ha da invidiare ai nomi più blasonati del panorama di oltre confine.
Il terzetto, completato dal batterista Alessandro Marconcini (presente sin dall’esordio) e dal chitarrista Gianpaolo Caprino (in forza agli Stormlord da tantissimi anni, oltre che presenza importante in tante realtà del panorama musicale romano) riesce a prendermi sin dal primo ascolto, assicurando una proposta sonora che, sicuramente affascinerà molti di voi, in questo bellissimo viaggio che, malgrado io non possa descrivere a livello lirico, (non essendo in possesso dei testi), si svolge in un universo olografico, nel quale ci ritroviamo tutti ad esser protagonisti.
Ancora una volta, mi ritrovo quindi a cimentarmi con un viaggio in parte esteriore, in parte interiore, verso una ricerca dell’Uno attraverso il Molteplice, per scoprire che, ogni singola parte della realtà che tocchiamo, che viviamo, incarna la totalità della realtà stessa, restituendo ad ogni frammento di vita e di esperienza, la grandezza del Tutto.
In conclusione, oltre a consigliarvi caldamente questo bellissimo lavoro, vi invito a soffermarvi sulla cover dell’album, sapientemente realizzata da Travis Smith, con richiami anche alle origini della band e che ci trasporta anche in quello che è lo scenario espresso dall’onirico e simbolico video di “You Don’t Know”, singolo apripista scelto dai nostri per presentare al meglio questo “The Pattern”.
Voto: 9/10
Francesco Yggdrasill Fallico















