Cosa dire degli Iron Savior, ormai veterana band tedesca creata dall’ex-Helloween delle origini Piet Sielck, e ormai arrivata al ragguardevole traguardo del 13mo album? Benvenuto nel 2020! I nostri non sono mammolette, hanno una pasta metallica assolutamente da paura ed un’esperienza pluriennale da educandi. E questo è l’ennesimo album dove sciorinano a profusione potenza metallica e cattiveria bilanciate con perizia musicale e compositiva. Addirittura, rispetto al precedente “Kill Or Get Killed”, è facile constatare quanto i nostri siano diventati aggressivi, a tratti quasi Thrash, pur rimanendo una band appartenente alla più blasonata scena Power/Heavy Metal teutonica. Anche i marginali eclettismi (qualche goccia d’elettronica a far da intro ad un paio di songs, la sentimentale ballad “Ease Your Pain”) sono orchestrati abbastanza ad arte per proporre al pubblico un prodotto maturo sotto tutti i punti di vista. E la produzione? Beh molto moderna, mai scontata e ben equilibrata tra tecnica e pulizia sonora. L’album è forse un po’ prolisso con i suoi 56 minuti, ma non è un grosso problema. Possiamo ben dire che fino a che bands ormai storiche della scena tedesca come gli Iron Savior permarranno sulle scene, l’Heavy Metal non morirà mai. In conclusione di recensione voglio rivolgere il mio pensiero al bassista Jan-Sören Eckert, ammalatosi di coronavirus proprio durante la produzione dell’album ed ora, per fortuna, totalmente guarito. Che il Dio del Metallo benedica te e tutti i tuoi band-mates. Sempre. Avanti tutta Iron Saviour, la bandiera del Metallo Teutonico è tutta vostra.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















