Il bello della scena Power Metal è che, nonostante sia pesantemente inflazionata (e non mi stancherò mai di dirlo), coloro che la bazzicano da più anni proseguono con una certa qualità intrinseca, migliorata, diciamo, dall’età anagrafica. Gli Arrayan Path, statunitensi, sono attivi fin dai ’90, e non c’é dubbio che questo loro ottavo album abbia tutti i crismi del lavoro ottimo. Effettivamente, c’é molto da salvare e da ricordare di “The Marble Gates To Apeiron”. Primo tra tutti un elemento compositivo molto variegato. Ogni composizione dell’album è composta da variegati cambi di ritmo. E magicamente, i nostri riescono a non essere dispersivi. Il loro solido songwriting, assieme alla tecnica ed all’espressivita, non fanno altro che aiutare il senso, per così dire, “drammatico” del lavoro discografico in senso globale. Potrebbe capitare, come nella iniziale title-track, di trovarci ad ascoltare un incipit pomposo seguito dall’alternarsi di ritmi “a cavalcata” con parti più “speed”. Altrove si trovano anche le predilette parti sinfoniche/melodrammatiche, che fanno comparsa quasi improvvisa. Senza però risultare indigeste. Oltretutto, l’album è fortemente caratterizzato da una forte atmosfera Epic, e questo attesta lo stile più “americano” del loro Power Metal. Uno dei sottostili più interessanti, assieme a quello tedesco, di questo particolare genere. Sono molto soddisfatto, insomma, del risultato globale. Gli Arrayan Path dimostrano che pur partendo dallo stile Power, con una certa intelligenza compositiva si può arrivare anche al prodotto… originale. Eh sì, davvero originale. Bravi.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















