E’ con grande piacere che, a soli due anni dal precedente Wuthering Nights:Live In Birmingham, ci ritroviamo a recensire un nuovo succoso doppio dal vivo di Steve Hackett. A settant’anni suonati (e suonati davvero bene) il chitarrista rimane un punto fermo, una garanzia di qualita’ assoluta. E’ lui che mantiene alta la bandiera della band di provenienza , i Genesis. Uno dei gruppi piu’ giustamente amati del rock progressivo inglese degli anni Settanta. E quell’amore si deve quasi esclusivamente ai dischi realizzati con Steve Hackett in formazione. Questi recenti doppi dal vivo si basano sulla riproposizione integrale di questi album. Dopo Wuthering Heights questa volta tocca al disco forse piu’ universalmente venerato di sempre, Selling England By The Pound del 1973. Ma Steve Hackett non e’, chiariamolo, un musicista del passato che vive solo di glorie del passato. Solo un anno fa abbiamo recensito sempre qui su Giornale Metal.it l’ottimo At The Edge Of Night, ultima fatica artistica del signore della chitarra, e questa scaletta live presenta molti brani di questo disco. Inoltre si celebrano i quarant’anni del suo terzo album solista, Spectral Mornings del 1979, da cui pure ascoltiamo quasi tutto il contenuto. Nei bis poi si rende omaggio a A Trick Of The Tail, il primo album senza Peter Gabriel del 1975. Rispetto all’immensita’ del repertorio di Steve Hackett che fra Genesis e carriera solista attraversa un arco temporale di cinquant’anni, la scaletta di due ore abbondanti e’ dunque mirata, indirizzata su quattro dischi ben precisi. Dicevamo di At The Edge Of Light del 2019. I brani tratti da questo lavoro sono Under The Eye Of The Sun, Fallen Walls And Pedestals e Beasts In Our Time. Si tratta di esempi magistrali di come la vena creativa di Steve Hackett sia piu’ viva che mai, rock progressivo di ottima fattura con svariati spunti etnici. Spectral Mornings, terzo album solista del 1979, come accennavamo viene riproposto quasi integralmente. Every Day e’ un brano che potrebbe fare parte di un album dei Genesis della seconda meta’ dei Seventies. Piacevole assolo chitarristico in coda al brano. The Virgin And The Gypsy nel titolo e nei suoni ci trasporta in una bella atmosfera favolistica. Tigermoth inizia con un suono da carillion che ci fa subito venire in mente l’immensa The Musical Box. il brano poi si sviluppa inquieto e cangiante con la chitarra che ci regala momenti di alto livello. Il brano Spectral Mornings si apre arioso e delicato, una vera e propria carezza in musica. The Red Flower Of Tai Chi Blooms Everywhere e’ un pezzo delizioso ricco di fascino evocativo. Clocks – Angels Of Mons si affaccia inquieto e insinuante. Un signor pezzo di sette minuti con incluso un assolo di Craig Blundell alla batteria. La formazione e’ completata da Nad Sylvan alla voce, Roger King alle tastiere, Jonas Reingold al basso e Rob Townsend ai fiati. Si chiude cosi’ la prima parte del concerto. La seconda parte e’ riservata alla riproposizione integrale di Selling England By The Pound. Hackett e’ da tempo un maestro consolidato e assoluto nella capacita’ di ridare nuova linfa vitale al repertorio genesiano. Per rivivere la magia dei vecchi Genesis bisogna andare da lui. E il Nostro e’ bravo sia nel farci sentire pienamente dentro quell’epoca sia nel farci gustare variazioni strumentali e atmosferiche che ci ricordano che lui resta un artista vivace, vitale e creativo. Dancing With The Moonlit Knight e’ un brano sensazionale, emotivo e avvincente. La magia e’ assicurata. La bella voce di Nad Sylvan ricorda si quella di Peter Gabriel ma nello stesso tempo ci colora le emozioni in modo diverso. I Know What I Like viene presentata in forma dilatata. Dieci minuti di musica con pregevoli assoli sia di Rob Townsend che del Maestro. Firth Of Fifth e’ uno di quei brani icona che per innumerevoli persone rappresenta un vertice artistico. Di Steve Hackett come chitarrista, dei Genesis come gruppo e del prog come genere. Non e’ consigliabile modificare un pezzo cosi’. Tutti si aspettano di riascoltarlo cosi’ come e’ sul disco. E quindi si gusta una versione il piu’ possibile fedele all’originale. Ascoltarla e’ un po’ come contemplare un quadro di cui conosciamo i particolari e ne cerchiamo gli amati dettagli per appagare e rassicurare il nostro animo. Anche More Fool Me resta quel gioiellino che e’ sempre stato. The Battle Of Epping Forest e’ un lungo affresco molto british che non cessa di coinvolgere ed emozionare. After The Ordeal , breve ma intenso affresco strumentale, continua un certo mood medievaleggiante che ci portiamo dal brano precedente. Ed eccoci a un altro caposaldo di Selling England By The Pound. The Cinema Show e’ una sorta di epopea. L’epopea delle persone di tutti i giorni che nel loro piccolo sono protagonisti di storie appassionanti. La lunga parte strumentale tastieristica storicamente appannaggio di Tony Banks viene resa credibile dal buon lavoro di Roger King. Aisle Of Plenty conclude l’album e e riprende il tema dell’iniziale Dancing With The Moonlit Knight. Deja Vu e’ un inedito che avrebbe dovuto far parte dell’album originale ma non e’ riuscito ad essere inserito in un timing gia’ superiore alla media dell’epoca. Per inciso, il brano e’ bellissimo. Come accennato, i due bis sono brani di A Trick Of The Tail del 1975, Dance On A Volcano e Los Endos. Anche in questo caso siamo di fronte a esecuzioni impeccabili e coinvolgenti. Con questa nuova monumentale celebrazione Steve Hackett si conferma un magico traghettatore nel tempo. Lui ci prende per mano e ci accompagna in viaggi meravigliosi in un passato lontano e glorioso in cui tutto era magico, memorabile, intenso e commovente. E noi ringraziamo questo artista immenso e ci inchiniamo un’altra volta alla sua grandezza!
Voto: 10/10
Silvio Ricci















