Quinto album per la band statunitense che riconferma un certo appeal ed una certa propensione per la rabbia e l’oscurità tipiche del death e del black ma con ritmiche rallentate. Inizio qui a dire che è un album non semplice, ma che certamente è fonte di passione e di piacere per tutti gli appassionati di metal estremo a trecentosessanta gradi.
Musicalmente sono piuttosto inconsueti. Abbiamo strutture, sludge, doom, black e death miscelate in modo sapiente e coinvolgente. Fa strano che comunque la band non abbia un seguito così corposo come ci si aspetterebbe; probabilmente il loro metodo di strutturare i loro pezzi in modo non sempre in linea con il “trend” del momento e del “singolo genere” potrebbe esserne la causa, ma tant’é… siamo di fronte a otto capitoli di dolore, rabbia ed oscurità veramente molto interessanti.
Aggiungiamoci che questo lavoro arriva dopo un cambio di lineup non da poco(bassista e chitarrista storici se ne sono andati).
Strutture cadenzate, ipnotiche e logoranti accompagnate da una percussione tribale e inesorabile. Una voce che passa da degli urli lancinanti, fino ad un gutturale profondo ed ancestrale e c’è persino spazio per una parte in pulito, anche se particolarmente effettata da echi e riverberi, che trasmette tutti i sentimenti e gli stati d’animo che la band vuole lasciare all’ascoltatore. Alcuni riff dissonanti delle chitarre aumentano il disagio e la maila dei componimenti; chitarre che sono ostiche e coinvolgenti allo stesso modo. Un tira e molla di emozioni sonore non consuete. Produzione molto curata e ottimale per il risultato che la band propone.
“By tooth in tongue” oltre che come prima traccia dell’allbum è è tratto anche un video parecchio disturbante, “Verloren” traccia particolarissima sia per il nome (in tedesco significa “perduto”) è un pezzo che potrebbe essere visto in qualsiasi band scandinava di black della fine degli anni ’90 quando c’era la “moda” di inserire il pezzo acustico; la differenza sostanziale qui è il feeling ed il mood che aleggia per tutto il brano strumentale. “The Predation” altro brano spettacolare e di altissima caratura; in fine “Dissolve” altro pezzo particolare e di livello superiore.
Alcune tracce risultano però meno coinvolgenti di quelle che vi ho segnalato, fermo restando che il complessivo è di certo positivo. Questo “Verloren” centra il segno, nuovamente non mi spiego come mai la band non abbia i riscontri che merita, dispiace che siano sottovalutati in questo modo. Ve li consiglio vivamente se volete del materiale che va oltre certi cliché e certi “stili”.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin















