A trent’anni di distanza dal debutto …and It’s Storming Outside, uscito anch’esso per Underground Symphony nel 1994, i WITCHUNTERS tornano con Time Is Running, un lavoro che conferma la fedeltà alle radici thrash/heavy metal ma al tempo stesso mostra una maturazione evidente sotto il profilo compositivo e tecnico.
Il disco si apre con Forever Young, brano diretto e potente che unisce melodie vocali ben strutturate a riff affilati di chiara scuola ottantiana. La title track Time Is Running è un manifesto sonoro che mette in risalto la compattezza della band, tra ritmiche serrate, assoli incisivi e un’interpretazione vocale carica di pathos.
Motorcycle Driver è un mid-tempo roccioso che profuma di benzina e asfalto, mentre Always rallenta i giri offrendo un momento più introspettivo e atmosferico, senza mai perdere tensione. All You Can Feel riporta l’ascolto su binari più aggressivi, con un groove martellante e un ritornello che funziona alla perfezione.
Molto interessante Lilith, uno dei brani più oscuri del disco, che unisce liriche evocative a strutture ritmiche nervose e dinamiche. Words è la traccia più lunga dell’album, quasi sei minuti di variazioni, cambi di tempo e un crescendo emozionale ben costruito. Chiude I Will Burn, perfetto epilogo dall’incedere minaccioso e melodico al tempo stesso, che lascia l’ascoltatore con il desiderio di rimettere subito il disco da capo.
Ottima la produzione, pulita ma non asettica, capace di restituire l’impatto ruvido del suono thrash/heavy senza sacrificare la chiarezza. Le chitarre dominano il mix con un suono pieno e graffiante, mentre basso e batteria sostengono il tutto con solidità e precisione.
Con Time Is Running, i WITCHUNTERS dimostrano che il tempo può passare, ma l’energia, la coerenza stilistica e la passione non invecchiano. Un ritorno potente e ispirato, che merita attenzione.
Voto: 8/10
Maurizio Mazzarella















