Nonostante la copertina (peraltro molto bella) possa fare pensare ad una band death metal scandinava, i Winterage sono italianissimi ed esattamente di Genova, come il sottoscritto.
La proposta musicale non si discosta molto da quella dei Rhapsody of Fire, ovvero si tratta di un power-metal sinfonico/epico farcito di orchestrazioni e che ricorda a tratti anche i Twilight Force di Alessandro Conti (che a loro volta emulano i Rhapsody of Fire di Turilliana memoria).
Ad essere onesti i Winterage non sono proprio “originalissimi”, ma sono dotati di indubbie capacita’ tecniche , dove spiccano le ottime le orchestrazioni poste a contorno, con il violino sempre in primissimo piano.
Il cantato operistico del singer Daniele Barbarossa si alterna a quello incentrato sulle “higher notes” (piacevoli e mai “fastidiosi” gli acuti del singer) , come il buon Alle Conti ci ha abituato da anni.
Avendoli paragonati ai Rhapsody of fire, non poteva mancare la classica ballad cantata in italiano, sulla falsa riga di “Lamento Eroico” ovvero “La Fonte d’ Essenza”.
“Dark Enchantment” mi ricorda molto da vicino i Dark Moor, visto che anche Alfred Romero ama il cantato operistico.
La traccia che piu’ mi ha colpito a livello musicale e’ senz’altro anche la piu’ articolata del disco, ovvero “Metamorphosis, a Macabre Ritual”, dove possiamo trovare pregevolissimi vocalizzi femminili ( a differenza di quelli messi a casaccio da De Feis nell’ultima fatica targata Virgin Steele ).
L’ intermezzo strumentale e’ da brividi : un incrocio tra musica classica e i Rondo’ Veneziano, dove il lavoro di Gabriele Boschi al violino, rende onore ad un “celebre” violinista genovese, tal Niccolo’ Paganini.
Orchestrazioni davvero magistrali che rendono unico questo brano, nonostante sia quasi interamente strumentale (per me che non amo particolarmente i brani strumentali).
In conclusione “Nekyia” e’ un buon disco, ottimamente prodotto, ma troppo influenzato dalle band sopra citate.
Il potenziale di questa band c’e’ tutto , deve solo avere un po’ di coraggio in piu’ cercando di personalizzare maggiormente il proprio sound.
Voto: 7/10
Stefano Gazzola















