L’album degli White Void rappresenta una gradita novità. La musica della nostra super-band norvegese (comprendente musicisti di fama Borknagar, Solefald e Ishan) è un interessante pastiche di Hard settantiano con melodie e ritmi che richiamano molto da vicino la New Wave degli ’80. Non spaventatevi: associazioni del genere possono apparire assurde solo in apparenza, quando il risultato è quello che si può sentire tra i solchi di “Anti”. Troviamo così un cantato gradevole e melodico, ricco di armonie, supportato da sottolineature di gradevoli e sopraffine keyboards (il tastierista Vegard Kummen dovrebbe essere molto conosciuto da quelle parti) su ritmi tipici della Wave, alternato a passaggi Hard/Blues caratterizzati da chitarre energiche ma altrettanto ben amalgamate nel mix. L’album intero è anche concettualmente interessante dato che è costruito sulla filosofia dell’Absurdism di Albert Camus, e questo ulteriore elemento da all’opera un che di profondo e “conflittualmente” filosofico. Cosa dire… un album del genere merita una possibilità. Sempreché si ricerchi qualcosa fuori dagli schemi.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















