Questo lavoro della band del New England When the deadbolt breaks dal titolo “As hope valley burns” è un concentrato di stranezze.
prima di tutto parrebbe che “As hope valley burns” sarebbe la prima parte di un doppio album, il secondo capitolo sarebbe “Eulogy”, ma fino a qui nulla di strano mi direte… CERTO fermo restando che uno Eulogy è uscito ad Halloween per la Electric Talon Records, e “As hope valley burns”, che è in realtà il primo capitolo uscito a fine novembre 2021 per la nostrana Argonauta Records.
La band ha un approccio alla composizione inconsueto, nel senso che ci sono sia la loro anima stoner e quasi sludge, che quella doom rabbioso e ancestrale di fine anni 90 e spesso si intersecano nello stesso composto, questo lavoro con brani non semplici e diretti, ma monolitici e prolissi è una proposta nel suo complessivo molto curiosa e apprezzabile.
Se siete appassionati di sonorità grevi, quasi ritualistiche, rallentate all’inverosimile; con momenti quasi liturgici e con litanie che si affiancano a urla rabbiose. Se avete allo stesso tempo voglia di materiale quasi psichedelico che però vio sveglia di colpo con un urlo atavich direi che questo è un lavoro che fa per voi.
Curioso il fatto che pur essendo in pienissimo ambito doom/stoner la band abbia una cura notevole di quello che è il suono di ogni strumento, evitando il concetto del “volume war” e della post produzione a “mattonella” con il “normalizza e riampa”. Segnale che sta cominciando ad essere abbandonato da certe frange del metal questo meccanismo di post produzione.
quindi siamo di fronte ad un lavoro interessante, seppur non facile da digerire e di imemdiata “appropriazione”. Bisogna essere predisposti ad ascoltare per quasi un’ora la band e lasciarsi cullare nell’oblio sonoro che propongono.
Certamente brani come “The crushing weight of the sun” traccia più lunga dell’album, “The evil” e The Hanged woman” sono parecchio rappresentativi di quello che la band ha deciso di fare. Resta inteso che i due brani lasciati fuori “Awakening” e “So lost we are” sono comunque brani interessanti e di qualità ma dovendo e volendo dare un estratto ho deciso per quelle tre.
Seppur siamo di fronte ad un lavoro difficile, che bisogna essere predisposti per ascoltare un lavoro del genere, che non è un lavoro di “usa e getta”; è un lavoro che va assaporato minuto per minuto.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin















