Da Tampa-Florida, sempiterna patria del Death Metal, arriva il supergruppo dei Voodoo Gods, fautori di un bel Techno-Thrash/Death Metal estremamente complesso ed allo stesso tempo brutale e potente. Vi basti pensare che nelle fila dei nostri militano i funambolici chitarristi Viktor Smolski e Jacek Hiro, il bassista Jean Baudin (degno erede di Steve DiGiorgio per tecnica), il batterista di colore Alex “Voodoo” Von Poschinger e nientepopodimenoché l’ugola d’oro dei Cannibal Corpse, George “Corpsegrinder” Fisher. Amalgamando tutti questi musicisti dall’esperienza longeva maturata dalle loro precedenti esperienze con le loro rispettive bands di provenienza, otteniamo qualcosa di tecnicamente tanto valido che potrebbe rimembrarci i migliori albums di Death e Atheist. Il secondo album dei nostri, “The Divinity Of Blood”, ha la particolarità di esser tutto incentrato, a livello di testi, in mistiche oscure di derivazione afroamericana e selvaggio anticristianesimo. L’ottima produzione, poi, è garantita dalla presenza dietro la consolle di mixaggio del mitico chitarrista dei King Diamond Andy La Rocque. E il risultato si vede, si sente e si tocca. Basilarmente, ci troviamo difronte ad un album compositivamente elaborato e molto ben riuscito secondo i canoni del Metal estremo più “progressivo”, che unisce passaggi di puro shredding con tecnicismi tipicamente Techno-Thrash, ed atmosfere Fusionistiche di tecnica sopraffina, con la coppia chitarristica a dominare, con violentissimi momenti di puro Thrash/Death, assolutamente brutalizzati dalla cruenta voce di Corpsegrinder. A livello globale, nonostante spesso si ha l’impressione di passare troppo repentinamente dalla brutalità più efferata alla tecnica chitarristica più sopraffina, il disco pare funzionare. Ed è consigliato senz’altro agli amanti del Techno-Thrash/Techno-Death che si sono sentiti per molti anni orfani dei mitici Atehist e Cynic. Coraggio, ragazzi. Il nuovo album dei Voodoo Gods è tutto per voi!
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















