Qualcuno al giorno d’oggi sarà impressionato dal debut album dei tedeschi Goblin Blade, sapendo che i nostri fanno Epic/Power Metal alla maniera di moltissimi altri gruppi, connazionali e non? Non so proprio rispondere a questa domanda. Forse qualche sfegatato Power-maniac, qualcuno insomma che colleziona maniacalmente tutto ciò che è Power. Anche se… pare piuttosto difficile da immaginarmelo. L’album in questione, “Of Angels And Snakes”, è suonato e prodotto benissimo (al banco di mixaggio Wolf Nillies con il suo Earmastersound Studio), possiede atmosfere epiche, suoni vigorosi e ben rifiniti, energia, gusto melodico, songwriting abbastanza funzionante, le consuete ed inflazionate influenze di bands come Judas Priest, Omen e Savage Grace, e per finire una performance vocale adatta all’uopo. Il problema è sempre lo stesso. Il Power è stereotipato, e ormai boccheggia nell’inflazione. Il quintetto, baldanzoso, ci sforna un album di esordio davvero ben confezionato, con una copertina dall’artwork spettacolare e fantasy, altrettanto perfetto per il genere proposto… ma alla fine dell’ascolto, rimane davvero qualcosa? Risposta: no, non molto. Dovessimo iniziare a sfogliare quest’album come una cipolla, cercando di separare gli stilemi derivanti da bands similari, rimarrebbe ben poco. Francamente, io mi sento di dare anche un po’ più della sufficienza a “Of Angels And Snakes”, se non altro per la sua ottima fattura. Ma mi ripeto sempre che un disco del genere è semplicemente un prodotto settoriale uguale a mille altri. Poi passo oltre.
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















