Da band di culto quali sono nella scena U.S. Metal, i Vicious Rumors sono sempre stati caratterizzati da una carriera musicale senza nessun particolare scossone verso l’alto o verso il basso. Ma l’importante è che sia stata continuativa e priva di particolari iati. Quello che ci apprestiamo a recensire è il loro tredicesimo album. Titolato “Celebration Decay” ed uscito proprio in concomitanza con il quarantennale della loro formazione. Sì ma… concretamente, come si presentano i Vicious Rumors nel 2020? Beh, la produzione dell’album è discreta, i musicisti se la cavano bene tutti. Eppure, qualcosa alla fine dell’ascolto lascia perplessi. I nostri, conosciuti in passato per essere dei veri Defenders, alias alfieri del Metal più classico (almeno nella sua derivazione più Statunitense), probabilmente lo sono ancora. Ma recentemente (non so quando perché da tempo non li seguo) nella loro musica è stato aggiunto l’elemento… Groove Metal. E questo lascia alquanto spiazzati. Non dico che non si debba ogni tanto “tentennare” verso qualche tendenza metallica relativamente più “moderna”… ma ciò che conta è COME ciò vien fatto. E spesso durante l’ascolto ho avuto la sensazione di qualcosa di forzato. Di poco naturale. Sarà la voce del singer che non mi pare ottimale, soprattutto durante i “grugniti” tipicamente Groove Metal, sarà la produzione un po’ troppo “gratuitamente caciarona” (le chitarre a volte paiono stridere), sarà per il fatto che troppi brani sono spezzettati in varie distinte parti che non sembrano star tanto bene assieme… insomma, forse questo disco rappresenta, almeno nelle intenzioni, un lodevole tentativo di progressione, di “affacciamento” verso altre sonorità da parte dei Vicious Rumors… ma mia opinione è che dovrebbero tenere più conto dei loro territori musicali più consoni, senza forzare la mano in tal modo, risultando ciò che non sono. Speriamo in un recupero futuro di credibilità…
Voto: 5,5/10
Alessio Secondini Morelli















