I Vexed fanno parte di quel sottobosco che si sta sviluppando in Gran Bretagna di bands Prog Metal con influenze “modernizzate” e brutali. Il loro album di esordio annichilisce per la pesantezza. La media dei ritmi è cadenzata, le chitarre sono pesantissime e downtuned, la voce principale è iper-brutale. Con tutto ciò nella loro musica convivono anche stilemi “progressivi” e “sperimentali” come una certa dose di elettronica, voce femminile melodica e intricatezza degli arrangiamenti. A volte pare di sentire influenze Voivod e Meshuggah, e questo è un altro elemento a loro favore. La cosa interessante è proprio questa: unire il minimalismo del filone più brutale del Metal con una certa ricercatezza “progressiva”. Ciò riesce abbastanza bene al combo britannico, che mostra una certa disinvoltura e perizia tecnica in ciò che fa. Nonostante le parti più pesanti risultino un po’ troppo “pesanti” appunto (nel senso di ripetitive e ridondanti), l’album potrebbe anche incontrare i consensi di alcuni ascoltatori privi di parao(re)cchi che riescono ad apprezzare la parte più sperimentale/avanguardistica dell’ambito Metal. Finanche quello estremo.
Voto: 7/10
Alessio Secondini Morelli















