Valgrid, combo emiliano, che si propone a noi con un lavoro sulla lunga distanza proposto per Memento Mori porta a tornare indietro con la memoria agli albori del death metal; per altro anche la copertina ha un pesantissimo rimando agli anni “d’oro” del death metal.
Una palese influenza è quella degli Obituary, dei Morbid angel, di Pestilence e delle band death della Erache e della Roadrunner(prima Roadracer ed ora branca della Warner music group) e del death americano di fine anni ’80 e primi ’90 a cui aggiungere la tecnologia odierna sia per le registrazioni che per gli arrangiamenti e post produzione.
Dei nove brani che compongono l’album, per un totale di quaranta minuti e poco più, abbiamo delle certezze ed abbiamo una certa confort zone nel proposto dalla band; nulla di nuovo sotto al sole, per la parte compositiva intendo, rispetto a quanto indicato poco sopra quindi è un ottimo lavoro per gli appassionati del death vecchio stile e con gli stilemi tipici di quello stile e di quel periodo storico musicale.
Se da un lato c’è da fare un plauso alla band per la coerenza e la metodologia di composizione e di scelte di “campo” abbiamo un problema legato alla poca freschezza del proposto, talvolta alcuni brani risultano meno incisivi di altri, ma non perché fatti male sia chiaro; semplicemente risultano, purtroppo, dimenticabili dopo pochi ascolti.
Siamo di fronte ad un bivio quindi: “scelgo di fare cose che possano attrarre certi risultai oppure decido di fare una cosa che mi fa piacere e che mi rappresenta?”
I Vlagrid a questo bivio decidono per la seconda via, ovviamente perdendo appeal verso nuove leve, ma volendo essere coerenti al filone e volendo fare “ciò che fa piacere e stare bene” con tutto quello che ne consegue.
“Dark winds of avalon”, la titletrack “Millennium of night bliss” la opener “Teshub” e “Banished by celestial harmonies” sono la dimostrazione di quello che ho scritto fino ad ora.
Ascoltate il lavoro e fate vostro l’album decidendo le vostre tracce preferite.
In conclusione nuovo lavoro della band, con un suo perché e con una chiara scelta di campo. Credo che difficilmente questo lavoro possa essere apprezzato dai nuovi asclotatori di metal, ma meno di ricercare band nostrane che facciano death vecchio stile.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















