I vichinghi sono tornati nel Pantheon del Valhalla. Quattordicesima uscita discografica per gli Asi Unleashed, padrini del Death Metal vichingo in attività ormai da trent’anni.
La compagine svedese guidata da Jhonny Hedlund sbarca agli inizi di questi anni venti del Terzo Millennio con un sound svecchiato ma che non si è snaturato.
L’accasamento ormai consolidato sotto la scuderia della Napalm Records ha portato gli “scatenati” a rilasciare lo scorso novembre il nuovissimo “No Signs Of Life”.
L’approccio che gli Unleashed hanno intrapreso in sede di composizione dei pezzi non si discosta poi tanto da quello del precedente “The Hunt Of The White Christ”. I nostri forti di una stabilità ormai consolidità nella line-up, mantengono tutt’oggi quel sound compatto e diretto che da sempre caratterizza i loro dischi e il risultato si sente prepotentemente nell strutture di brani come le potenti “The Sheperd Has Left The Flock”, “Where Is Your God Now”, “The Highest Ideal”.
La storia dello Swedish Death Metal nel 2021 non sbaglia e insegna ancora una volta come si suona un genere musicale e rinnovarsi alle sonorità moderne. “No Sign Of Life” è un lavoro che già possiede tutte le carte in regola per ritagliarsi un posto di tutto rispetto nella produzione degli Unleashed e del Death attuale. La ritmica ora Thrash, ora Death va a caratterizzare le strutture portanti dei pezzi in scaletta.
Gli Unleashed mantengono intatta la propria identità di band nata e cresciuta nella storica scena Death scandinava degli anni Novanta, conservando con gelosia quella rabbia primordiale che permea il proprio sound da sempre. Prendere o lasciare.
Voto: 7/10
Sonia Giomarelli















