Il 24 di aprile è la data ufficiale di pubblicazione del nuovo album dei Trick Or Treat, “The Legend Of The XII Saints”. Abbiamo raggiunto per una veloce chiacchierata in proposito il singer, Alessandro Conti. A voi il resoconto.
Ciao a voi Trick Or Treat dalla redazione di GiornaleMetal.it, spero di trovarvi bene nonostante l’emergenza maledetta che caratterizza questo periodo.
AC: Ciao! Sì non è certo un bel momento, in generale, per l’uscita di un disco poi credo sia il momento peggiore nella storia della musica, ma nessuno di noi poteva immaginarsi tutto questo!
E’ alle porte la release del vostro sesto album. “The Legend Of The XII Saints”. Tra l’altro l’avete promozionato in maniera alquanto originale, pubblicando ognuna delle singole tracce anche in formato singolo digitale. Ed ogni traccia, un segno zodiacale. Ci parlate più compiutamente dei punti forza musicali dell’album, nonché di quelli concettuali?
AC: E’ un’idea avuta un pò di tempo fa, siamo ovviamente grandi fan del manga e anime “Saint Seiya” e associare i 12 cavalieri d’oro a 12 song era un idea interessante per noi. Abbiamo provato a scavare nei personaggi cercando di ricavare 12 monografie che fotografassero lo spirito dei cavalieri d’oro durante l’arco narrativo della saga del santuario… quindi sia a livello musicale che concettuale abbiamo cercato di spaziare il più possibile tra atmosfere e generi.
Com’é nata l’idea di questo particolare concept “zodiacale”?
AC: Dal fatto che oggi la vita di un album è estremamente corta, c’è un sacco di musica nuova tutte le settimane, fruibile perlopiù gratis, è difficile far arrivare a più di uno o due ascolti un album di una band al nostro livello… questa soluzione ha dilazionato la promozione su un anno, brano dopo brano, invece che i canonici 2-3 mesi
E ora una domanda conseguente, molto civettuola. Credete nell’oroscopo?
AC: Ahah no, personalmente quasi per niente… è più un fattore di ammirazione per la serie.
Siete in attività da circa 18 anni, se non erro. Come si è evoluta, bene o male, la vostra attività artistica, dai tempi in cui eravate una cover-band degli Helloween?
AC: In realtà la nostra “carriera” da cover band è durata abbastanza poco, quasi da subito ci siam messi a scrivere materiale nostro… ma sicuramente è stata una buona palestra… negli anni abbiamo cercato di trovare una nostra dimensione, senza stravolgere il comun denominatore che accomunava i nostri gusti musicali.
Ci sarà la possibilità, una volta uscito l’album, di vedervi dal vivo? Voglio dire… sperando che l’emergenza coronavirus prima o poi venga arginata…
AC: Lo spero bene! avevamo già diverse date confermate, tutte ovviamente saltate… allo stato attuale nessuno sa come si evolverà la situazione dei tour/live… staremo a vedere…
Una domanda un po’ provocatoria. Voi che siete da tempo sulla scena, non pensate che il genere che proponete, il Power Metal, stia andando in rapida saturazione, vista l’esagerata quantità di albums che escono negli ultimi anni, soprattutto da parte di nuove bands votate al verbo del Power, che nascono e pubblicano albums in continuazione?
AC: Sicuramente è un genere che non si basa sull’innovazione, tuttavia esiste da un sacco di anni e ciclicamente rivive fasi di più interesse, e c’è sempre un buon numero di affezionati… in linea di massima comunque quando un album è di buona fattura è destinato a sopravvivere… almeno per un pò ahaaha.
Bene, l’intervista termina qui. Salutate chi vi pare.
AC: Un saluto a tutti i lettori di Giornale Metal e speriamo di rivederci presto a qualche live… magari prima del 2030!…
Alessio Secondini Morelli















