I ThirdSton3 sono un gruppo di spessore che giunge dal sud dell’Italia, precisamente dalla città di Benevento, ma la ricetta musicale proposta è di notevole spessore musicale, tando da guardare in modo palpabile all’estero come sound e appeal. All You Can Eat, lavoro completamente autopodotto, contiene dieci perle musicali, ben fatte e di grande qualità. Da un punto di vista tecnico i ragazzi campani ci sanno davvero fare. Le chitarre sono ben suonate, uniscono sentimento ad una buona dose di estro creativo, aspetti non trascurabili visto il genere che ci viene proposto. Un sorta di rock alternativo orecchiabile, ma anche duro ed a tratti tagliente, come se la band ci volesse far trapelare attraverso le loro note una sofferenza nascosta dietro una felicità apparente. Sentimenti che si notano i Heat, come anche in Back Home, brano l’ultimo enunciato, sensuale ed interpretato in modo magnifico. C’è una buona sezione ritmica a corredo, ma ciò che piace è la voce, adatta allo stile dei ThirdSton3, dai connotati riconducibile al Cornell d’autore, capace di spaziare tra Soundgarden ed Audioslave. Ci sono momenti heavy, graffianti e solidi, vedi il caso di Stone 1, ma la band sa spaziare anche su brani più ispirati e poetivi, vedi il caso di Colt. Dieci gemme, dieci canzoni davvero molto belle, che denotano il talento di un insieme di musicisti pronti a spiccare il volo, con la speranza che il mondo musicale dia il giusto lustro a Thirdston3, una rondine nata per attraversare il mondo.
Voto: 8/10
Maurizio Mazzarella















